UNA STAGIONE ARDENTE - Kathleen E. Woodiwiss

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Attenzione: viene rivelata una parte della trama che potrebbe togliere il gusto della lettura a chi non conosce ancora la storia.
Dopo il magnifico Ruark Beauchamp di “Shanna”, ecco il secondo personaggio maschile di Kathleen E. Woodiwiss che le lettrici non possono fare a meno di adorare! A Jeffrey Birmingham, il più affascinante e irresistibile di tutta la famiglia immaginata dalla scrittrice, è purtroppo riservato il più debole dei tre romanzi della saga:

UNA STAGIONE ARDENTE (“A season beyond a kiss” – 2000).

Già dalla prima pagina, piombiamo senza preamboli nella camera da letto di Raelynn Birmingham, nella casa di suo marito Jeffrey. Siamo nella proprietà di Oakley, vicino a Charleston e sono passati tre anni dagli eventi narrati in “Il fiore e la fiamma”. Anche Jeff ha dunque trovato moglie, ma il modo è confusamente raccontato con cenni sparsi, senza un vero e proprio prologo. All’inizio si fatica, quindi, a tenere il passo della storia e a ricostruire i motivi di quello che succede.
Ho fatto una breve ricerca su internet e ho scoperto che
“A season beyond a kiss”  è stato preceduto, in America, da due racconti brevi, contenuti in un paio di antologie dedicate ad autrici di romances, che in Italia non sono state pubblicate. Ecco, quindi, la cronologia completa della saga dei Birmingham, nell’ordine in cui è preferibile leggerla:
- The Flame and the Flower, 1972
- "The Kiss" in THREE WEDDINGS AND A KISS, 1995 (racconto breve)
- "Beyond the Kiss" in MARRIED AT MIDNIGHT, 1996 (racconto breve)
- A Season Beyond a Kiss, 2000
- The Elusive Flame, 1998

In “The kiss” si narra l’incontro fra Jeffrey e Raelynn. La ragazza è appena arrivata a Charleston dall’Inghilterra. Suo padre, Lord Barrett, che era un emissario del re, fu accusato ingiustamente di tradimento e morì in carcere prima di potersi difendere. Un sedicente fratello della madre di Raelynn, Cooper Frye, convince le due donne, ormai nullatenenti e cadute in disgrazia, ad imbarcarsi per l’America. Durante la traversata la madre di Raelynn muore di stenti. Appena giunti al porto di Charleston, Cooper Frye ha la luminosa idea di vendere la nipote ad un ricco furfante del luogo, un tedesco chiamato Gustav Fridrich. Pare che all’epoca, in America, non fosse inusuale che anche i poveracci bianchi fossero venduti come schiavi. Gustav, rozzo e putrido, non riesce però a mettere le mani sulla fresca carne di Raelynn, perché arriva prima il destino, sotto le stupende sembianze di Jeffrey Birmingham. Bello, alto, occhi verdi, l’immagine sputata del già decantato fratello maggiore Brandon, ma con un carattere più tollerante, generoso e ammiccante. Un vero rubacuori. Anche lui volitivo e determinato, appena si imbatte in Raelynn, che sta per essere investita da un carro per strada, ne diviene il salvatore e, dopo un’ora, il promesso sposo. Mentre si riprende dallo spavento sorseggiando una tazza di tè in casa della signora Brewster, Raelynn, viene baciata da Jeff, il quale, apprendendo che lo zio l’ha venduta a Gustav Fridrich, pensa che sia il caso di chiedere la sua mano e di toglierla da ogni problema. Cooper Frye chiede a Jeff settecentocinquanta dollari per cedergli la nipote e, all’insaputa del tedesco, Raelynn diventa la signora Birmingham.

 In
“Beyond the kiss” siamo in pieno ricevimento di nozze e poi giunge la notte. I due sposi sono in procinto di consumare, quando un gran frastuono li costringe ad interrompere le effusioni per scendere a vedere che succede. Una banda di malviventi ha fatto irruzione ad Oakley per portare via Raelynn e restituirla al primo compratore. Trascinata con la violenza, cade in mano di Friedrich, ma per poco, perché Jeff chiama a raccolta i suoi amici, il fratello Brandon e lo sceriffo e, dalla mattanza, Friedrich ne esce con un braccio invalido, Jeff con un colpo di pistola non mortale in testa e altri restano feriti. Ma la sposa è ricondotta sana e salva alla casa del marito. Purtroppo nasce un altro imprevisto: una quindicenne di nome Nell, innamorata persa (come tutta la Charleston femminile) di Jeffrey, si presenta dicendo di essere incinta e che lui è il padre del suo bambino. Antefatto: Nell era stata assunta da Jeffrey perché sa ricamare bene le iniziali nella biancheria e una notte, mentre lui dormiva, si era intrufolata nel suo letto sperando di ottenerne i favori. Quando Jeff si era svegliato, aveva fatto il diavolo a quattro e l’aveva fatta scacciare da Oakley, inorridito al solo pensiero di essere coinvolto in un matrimonio riparatore con una ragazzina. Nell aveva comunque trovato qualcuno che la ingravidasse e ora, sobillata da Fridrich che vuole separare Jeff da Raelynn, è tornata alla carica. Raelynn ovviamente ci casca e chiude al marito la porta della camera da letto, condannandolo all’astinenza per due settimane.
E’ qui che comincia la storia di “A season beyond a kiss”. Raelynn si tormenta su qualcosa che non è successo, ma che, conoscendo il marito da sole due settimane, non sa valutare. Si chiede se ha sposato un libertino e se può avere fiducia in lui. La faccenda si risolve in fretta, perché più del dolor potè il digiuno e Raelynn cade fra le braccia ardenti del marito appena lui entra nella sua stanza in abiti succinti e la provoca un po’. Accantonato momentaneamente il problema del bambino di Nell, che però Raelynn continua a credere possa essere veramente di Jeff, per circa metà romanzo assistiamo ai rapporti amorosi fra i due, descritti in modo molto particolareggiato e quasi ossessivo. Si potrebbe pensare che nell’ultima fase della sua produzione la Woodiwiss abbia intensificato l’audacia degli interludi erotici fra i protagonisti a discapito di una parvenza di storia da raccontare. I primi romanzi sono assai divertenti, movimentati, fantasiosi e ben condotti. Gli ultimi forse sono stati influenzati dalle esigenze di un mercato più complesso, invaso da titoli anche parecchio scadenti, con sempre più massicce dosi di scene xxx-rated. Inoltre ha sicuramente giocato negativamente la grave malattia che ha portato alla morte la scrittrice un anno fa. Qualcuno ha ipotizzato anche che i suoi ultimi libri siano stati scritti da uno staff di persone e non da lei, giustificando così la perdita del tocco caratteristico a cui erano abituate le sue lettrici. Sta di fatto che
UNA STAGIONE ARDENTE è frammentario, incompleto e non sfrutta le potenzialità che una saga basata su personaggi amati avrebbe potuto fornire. La parte più avvincente si sviluppa oltre la metà del libro, quando Jeffrey viene sospettato di essere l’omicida di Nell, il cui corpo accoltellato viene trovato nelle stalle di Oakley. Anche qui si resta in sospeso e poi tutto si risolve in modo arrangiato, ma senza il necessario respiro. Peccato. Ovviamente la vicenda di Raelynn e Jeff ha un lietissimo fine, il loro amore si consolida e trionfa e, dalla lettura di “Cuori in tempesta”, sappiamo che dal loro matrimonio nasceranno quattro figli.

La licenza poetica più evidente che pervade i libri di Kathleen E. Woodiwiss sono i numerosissimi bagni in cui si crogiolano i suoi lussuriosi protagonisti. Se a quei tempi la gente si fosse veramente lavata così tanto, quante epidemie e malattie mortali si sarebbero potute evitare!
ArchieGoodwin || 23:20 || mercoledì, 02 luglio 2008
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CUORI IN TEMPESTA - Kathleen E. Woodiwiss

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CUORI IN TEMPESTA (“The elusive flame” – 1998), in ordine cronologico, è il secondo libro che Kathleen E. Woodiwiss ha scritto sulla famiglia Birmingham, ma è temporalmente collocato ventitre anni dopo rispetto a “Una stagione ardente”, scritto nel 2001. Infatti in “Cuori in tempesta” ci occupiamo di Beauregard Birmingham, figlio di Brandon, aitante venticinquenne dal sangue caldo come il padre. La storia si ripete, in modo meno turbolento e quindi non altrettanto divertente. Anche un’esperta scrittrice di romances storici, prima o poi, esaurisce la vena e pensa di accontentare le sue lettrici confortandole con lo stesso, conosciuto rituale. E’ un po’ la strategia della soap opera: dare al pubblico ciò che, nella reiterazione, rassicura ed è familiare. Ma alla famiglia Birmingham, inevitabilmente, ci si è affezionati seguendo Heather e Brandon e quindi le avventure di Beau, alla fine, restano una piacevole lettura.

Attenzione: viene rivelata una parte della trama che potrebbe togliere il gusto della lettura a chi non conosce ancora la storia. 
La vicenda comincia a Londra, il 24 ottobre 1825. Cerynise Edlyn Kendall è una diciassettenne bella fanciulla di Charleston, Sud Carolina, i cui genitori sono morti tragicamente, travolti da un albero durante un uragano. Lo zio, un intellettuale affondato nei libri, pensa che la cosa migliore per la nipote sia seguire in Europa la ricca e affettuosa Lydia Winthrop che si è offerta di farle da tutrice. Nella casa di Londra Cerynise trova una nuova felicità, protetta e amata dalla signora Winthrop, che coltiva e promuove il talento pittorico della ragazza e riesce addirittura a farle esporre i suoi quadri, che cominciano ad essere venduti a cifre considerevoli. Cerynise dipinge firmandosi solo con le sue iniziali, perché all’epoca non era facile per una donna così giovane essere presa in considerazione nel campo artistico. Tutto sembra potere andare per il meglio, quando, improvvisamente e senza essere mai stata malata, la signora Winthrop, non ancora settantenne, muore, lasciando Cerynise di nuovo sola e senza famiglia in una terra straniera. La ricca signora aveva trattato la sua protetta come una figlia e probabilmente le ha lasciato in eredità la casa e tutte le sue ricchezze, ma c’è qualcuno che trama nell’ombra affinché ciò non avvenga. L’odioso nipote acquisito di Lydia Winthrop, Alistair, spunta appena dopo il funerale, insieme ad un losco azzeccagarbugli e ad una volgare prostituta e rivendica il fatto di essere l’unico erede della defunta, sventolando un testamento redatto sei anni prima, quando Lydia ancora non aveva preso Cerynise sotto la sua protezione. L’uomo prima tenta di approfittarsi della ragazza, ma non riuscendoci, adotta la linea dura e le ingiunge di andarsene dalla casa della zia, all’istante e senza prendersi dietro nemmeno un vestito. Secondo Alistair tutto ciò che Cerynise possiede e indossa, essendole stato regalato da Lydia, appartiene ora a lui, in qualità di erede e anche i quadri della ragazza, così redditizi, farebbero parte dell’eredità, in quanto i colori con i quali sono stati dipinti furono acquistati dalla defunta. Cerynise viene quindi sbattuta fuori di casa, senza nemmeno un mantello con cui ripararsi dalla pioggia battente e dal pungente freddo autunnale. I domestici, fedeli a lei, fanno in modo di nascondere i quadri e i vestiti, con l’intento di farglieli recapitare di nascosto appena possibile e la giovane cameriera la rincorre per strada per darle il proprio mantello. Così, come la piccola fiammiferaia della fiaba, Cerynise si aggira gelata per Londra, diretta al porto, dove spera di trovare una nave diretta a Charleston che possa pietosamente accoglierla e riportarla a casa dallo zio. Si imbatte in un marinaio che la conduce in una locanda, dove le presenta il capitano di una nave che imbarca passeggeri, ma vuole essere pagato e Cerynise non ha un soldo, per cui l’unica soluzione, secondo il marinaio, è chiedere al capitano Beau Birmingham di Charleston, che possiede uno spettacolare mercantile attraccato proprio lì vicino, ma che di proposito non trasporta passeggeri, in quanto il carico di mobili e oggetti d’arte da rivendere in America gli rende molto più denaro. Cerynise sviene, allo stremo delle forze per il freddo e Beau decide che vale la pena di strapparla alla polmonite, per cui la porta nella sua cabina e… la spoglia, le fa un bagno caldo mentre lei è febbricitante e priva di sensi e la adagia nel proprio letto sotto calde coperte. Naturalmente la vista della bellissima ragazza in fiore suscita un notevole turbamento nel giovane e vigoroso figlio di Brandon. Beau è bello e in tutto e per tutto uguale a suo padre, ma per fortuna non segue le orme di Brandon fino al punto di violentare a prima vista la magnifica vergine capitata nella sua nave, come invece accadde quando lui stesso fu concepito, venticinque anni prima, sempre su una nave mercantile, sempre nel porto di Londra… La differenza è che Beau e Cerynise si conoscono da prima. Il padre di Cerynise era l’insegnante di Beau e, da bambina, Cerynise, che ha otto anni meno del ragazzo, assisteva alle lezioni per guardarlo, essendosene già perdutamente innamorata e considerandolo come il suo cavaliere dall’armatura scintillante. In effetti, Beau la salvava sempre dalle grinfie degli altri ragazzetti che la prendevano in giro e le facevano i dispetti e, come una sorta di fratello maggiore, la proteggeva. Così, risvegliandosi nel letto di Beau e accorgendosi che lui le ha tolto i vestiti, Cerynise si sente terribilmente imbarazzata. Beau, invece, vedendo la donna che è diventata, la guarda con occhi molto diversi… E ti pareva! I due non si vedevano da quando lui si era imbarcato per i suo viaggi al di là dell’oceano e ora si ritrovano in questa curiosa situazione, in cui la stretta vicinanza e la forzata intimità dà immediatamente i suoi frutti. Il figlio di Brandon Birmingham comincia subito a mettere gli occhi sulle forme della dolce Cerynise e lei non riesce a staccare i propri dall’eroe dei suoi sogni. La faccenda subisce un’accelerata quando Alistair Winthrop scopre che esiste un testamento che rende Cerynise erede universale di Lydia e si precipita a cercarla per accampare su di lei diritti da tutore e riportarla a casa per costringerla a subire le sue angherie e ridurla una larva umana fino a portarle via tutto. Ma il malnato non ha fatto i conti con il prode Beau. Alistair arriva al porto insieme all’avvocato suo complice e urla che porterà un giudice perché sancisca la sua tutela sulla ragazza. Beau lo sfida, l’equipaggio fa scudo a Cerynise e Winthrop viene gettato nell’acqua lurida del porto dal capitano coraggioso. Poiché la sua minaccia non può essere sottovalutata, la fervida e veloce mente di Beau Birmingham escogita l’unica soluzione legale possibile per evitare che il farabutto faccia del male a Cerynise: per toglierla dalle mire dello pseudo-tutore, Beau decide di sposarla. In teoria il matrimonio dovrebbe durare il tempo del viaggio di ritorno a Charleston e poi potrà essere annullato, appena Cerynise sarà al sicuro. Come sempre, la Woodiwiss trova un modo fantasioso per coniugare i suoi pupilli e porli in balìa dei propri sentimenti per il resto del romanzo. Il matrimonio si celebra in un battibaleno a bordo della nave e la sera delle nozze, nella cabina del capitano, l’atmosfera fra i due sposi si surriscalda assai… Il problema è che Cerynise ama Beau e non osa sperare che anche lui si innamori di lei. Vorrebbe evitare di cedergli per non rimanere incinta e farlo sentire poi intrappolato in un matrimonio che lui non ha scelto liberamente. Beau pare non avere ancora maturato la decisione di appendere la nave al chiodo e mettere su famiglia. Ma prova una crescente e incontenibile attrazione nei confronti di Cerynise e tenta di convincerla a consumare il matrimonio. Quella notte arrivano quasi al punto fatidico, ma sono interrotti sul più bello, quando un membro ubriaco dell’equipaggio minaccia di fare una strage con un’ascia. Beau va a dirimere la faccenda e, al suo ritorno, Cerynise ha sbollito gli ardori e ha deciso che non può correre il pericolo di una gravidanza, per cui chiede di essere spostata in un’altra cabina. Per tutto il resto della lunga navigazione, assistiamo alle baruffe, sempre più da sposini innamorati, fra Beau e Cerynise: lui vorrebbe che lei si abbandonasse fra le sue braccia, lei lo farebbe di volata, ma non vuole incastrarlo. Lui non ha ancora fatto mente locale sui propri sentimenti, ma si sente sempre più coinvolto. Arriva una tempesta e l’impavido capitano resta sempre sul ponte a guidare i suoi uomini, finché non cade vittima di una bruttissima febbre e la moglie lo cura, giorno e notte, accudendo anche i suoi più intimi e prosaici bisogni corporali. Per tenerlo al caldo, si decide a dormirgli accanto, così una notte, in preda al vaneggiamento febbricitante, lui la abbranca e, mostrando che la malattia non ha fiaccato le sue forze virili, la fa sua. Non la violenta, però, perché Cerynise si accorge che il marito in delirio non sa quello che sta facendo e, presa dal vortice della passione, non gli oppone resistenza, così quell’unica notte, come per la suocera Heather, basterà per farla rimanere incinta. Infallibili questi Birmingham!! Beau, guarito, non ricorda più nulla o quasi. Ha come la sensazione di avere fatto qualcosa o di avere visto la moglie discinta accanto a lui, ma non riesce a focalizzare e vorrebbe chiederle qualcosa, ma ogni volta che cerca di stare solo con lei per farle qualche domanda, Cerynise lo allontana, timorosa di soffrire troppo per il distacco dopo il ritorno in patria. L’attaccamento di Beau nei confronti di Cerynise lo fa sperare che lei non voglia procedere subito all’annullamento, anzi in verità lui ha deciso che vorrebbe che il matrimonio durasse per sempre. Ma l’equivoco è il sale di questi racconti e quando la nave arriva in porto, Cerynise fugge a casa dello zio. Beau si arrabbia tantissimo e la insegue, ma lei si comporta come se veramente volesse mettere fine in fretta alle nozze di convenienza. A Charleston ritroviamo la famiglia Birmingham al gran completo: Brandon e Heather, ancora bellissima e le altre due loro figlie, Suzanne e Brenna. Quest’ultima identica a Heather e per questo pupilla degli occhi del padre. Poi Jeffey e la moglie e la loro numerosa e allegra prole. Ma c’è anche una certa Germaine Hollingsworth, ricca e viziata ragazza del luogo, che ha messo gli occhi sul più bel partito della città, che è ovviamente Beau e vuole a tutti i costi indurlo a sposarla. Lui non la vede nemmeno, perso com’è per Cerynise e la stupida Germaine cerca in ogni modo di screditare la giovane rivale agli occhi di Beau. La gravidanza di Cerynise si fa ogni giorno più evidente, solo Beau non lo sa, perché lei si è allontanata da lui e gli ha chiesto di affrettare le pratiche per l’annullamento. Di malavoglia, Beau, credendo che sia Cerynise a volerlo, firma i documenti, ma lo stesso giorno Germaine decide di andare a tormentare Cerynise a casa dello zio. Lì si avvede dello stato in cui si trova la ragazza e, non immaginando di chi sia il bambino, corre sghignazzando da Beau per dirgli che Cerynise è una sgualdrina incinta. Mai notizia fu più opportuna, perché lui finalmente si ricorda di quanto è accaduto mentre era in preda alla febbre sulla nave e si decide a rompere gli indugi e a stracciare i documenti dell’annullamento, non ancora inoltrati in tribunale. Orgoglioso e felice, Beau va da Cerynise e la trova in un mare di lacrime, che durano poco, però… Chiariti gli equivoci, i due si giurano eterno amore e lei si trasferisce immediatamente a casa del maritino, dove passano il pomeriggio a recuperare abbondantemente il tempo perduto. La vita coniugale li riempie di felicità e la nascita del piccolo Marcus Bradford Birmingham sarà il coronamento della loro unione, come lo fu la nascita di Beau per Brandon e Heather venticinque anni prima. Ma la storia non finisce così in fretta: prima ci saranno i cattivi che tenteranno a più riprese di uccidere Cerynise e un centinaio di pagine in cui si alterneranno calienti scene di amore coniugale e rocamboleschi salvataggi dai malefici assassini.


Chiaramente dobbiamo riconoscere che lo scopo di questo genere di romanzi è intrattenere e fare sognare, con la consapevolezza che si tratta di storie totalmente fuori dalla realtà e spesso esageratamente forzate. L'intento della Woodiwiss è suscitare emozione nella lettrice, cercando di descrivere scene e sentimenti che rappresentano un ideale impossibile di perfezione, una fantasia che incarna un modello di uomo pressoché disumano. I canoni descritti sono sempre gli stessi, evidentemente secondo la Woodiwiss l’uomo deve essere bruno, abbronzato, con il petto villoso, gli occhi verdi, alto e con una muscolatura impeccabile. Un uomo che sa sempre cosa fare, tranne che con i sentimenti: lì ha difficoltà genetiche, ma sbava talmente dietro alla donna della sua vita, che presto si trasforma da rude possessore di femmina a schiavo d’amore. E poi è di una fedeltà immarcescibile, farebbe e fa sesso in continuazione con lei, che comunque è da subito sua moglie e quindi è tutto legale e, di tanto in tanto, continua a sconfiggere occasionali, acerrimi nemici, sbarazzandosene con un’abilità tale, che nemmeno Zorro, Robin Hood e Mandrake potrebbero competere con lui. I romanzi sono ambientati in epoche che vanno dall’Inghilterra medioevale, a quella settecentesca, fino all’ottocento, sbarcando sovente in America, ma la descrizione dello sfondo storico è assente, lasciandolo all’immaginazione della lettrice. Ogni dettaglio è invece dedicato all’aspetto fisico, all’abbigliamento e ai sentimenti tumultuosi dei protagonisti. La scrittura potrebbe essere più attenta e l’approfondimento dei personaggi avviene più di cuore, che di testa, ma il risultato d’insieme, anche se non raffinatissimo, è comunque coinvolgente e godibile. Per cui ho già cominciato a leggere “Una stagione ardente”...
ArchieGoodwin || 01:46 || domenica, 29 giugno 2008
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Mad Sad English People

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L'Ispettore Barnaby

La nuova programmazione: maggio / giugno 2008; LA7, sabato, ore 21.10 circa.

58 - LA FAIDA ("Shot at Down")
Le famigle Hicks (intrallazzatori rozzi e maneggioni) ed Hammond (ricchi e ben più aristocratici) sono avversarie da circa novant'anni, da quando - dopo la battaglia della Somme nel 1916 - un Hicks fu condannato a morte per codardia ad opera di un tribunale militare, e successivamente giustiziato da un Hammond.
Tra veterani in carrozzella, figli e nipotine gay, mogli alquanto svitate, un sindaco Hicks che rifiuta di rifare il tetto di casa Barnaby ed un vitalizio che sta per estinguersi e che fa gola a molti, le cose sembrano colorarsi di un ameno umorismo. Tanto più che Will Hicks e Sophie Hammond, innamorati e pragmatici, annunciano il loro matrimonio e la ferma intenzione di non fare la brutta fine di Giulietta e Romeo.
Poi però gli Hammond cominciano a morire, ed ovviamente i più probabili indiziati sono gli Hicks... ma quale di loro esattamente?
[N.Bqueste recensioni seguono l'ordine di trasmissione su LA7, ma in realtà il presente episodio appartiene alla Decima Stagione: è il settimo]


62 - PATTO DI SANGUE ("Left for Dead")
Nel villaggio di Dunston vengono ritrovati i corpi dei coniugi Wilson: lui caduto dalle scale di casa, lei stesa in cucina senza ferite apparenti. Dopo la morte del figlio Michael, investito diciannove anni prima da un'auto mentre giocava per strada, i Wilson si erano completamente isolati dal mondo: questo rende difficile farsi un'idea sulla loro morte e su di un eventuale colpevole, nel caso in cui si trattasse di omicidio.
Nel corso delle indagini Jones ritrova alcuni amici d'infanzia: Jack Purdy e suo fratello Mark, che sta per sposare Louise, e infine Charlotte, fotografa che occasionalmente lavora per la polizia. Lei conosceva i Wilson ed era stata molto amica di Michael; in ogni caso i quattro - Jack, Mark, Louise e la stessa Charlotte - sono cresciuti insieme e in qualche modo sembrano ancora piuttosto legati: in parte dall'affetto, in parte dal rancore.
Alla vicenda vengono poi ad intrecciarsi altri elementi: la costruzione di uno svincolo stradale al quale Jack Purdy è interessato, e la vecchia scomparsa di un ragazzino - Patrick - del quale la madre, dopo quasi vent'anni, attende ancora il ritorno.
Le indagini non approdano a nulla. Intanto muoiono anche Jack e Louise, e Charlotte rischia di perire nell'incendio doloso della sua casa, mentre in alcune foto da lei scattate compare quello che ha tutta l'aria di essere il fantasma di Patrick...
Bell'episodio: Caroline Graham "incontra" Stephen King e Charlotte Brontë (per il gruppo di bambini che crescono con un comune segreto e per le inquietanti, minacciose presenze): il risultato è abbastanza terrificante, anche se ovviamente la soluzione di cui Barnaby va in cerca non è soprannaturale.
Ottime dal punto di vista drammatico le parti in flashback.

63 - RECENSIONI PERICOLOSE ("Midsomer Life")
La vicenda ruota attorno al" MIDSOMER LIFE magazine", periodico su cui compaiono le perfide recensioni del direttore-proprietario Guy Sandys, la cui missione nella vita sembra essere quella di demolire sgradevolmente la reputazione di alberghi e pubs della zona.
Ovviamente Sandys è ampiamente odiato da gestori e cameriere di mezza contea: e tuttavia non è lui la prima vittima dell'episodio. Il dubbio onore spetta a Charlie Philison, secondo marito della sua ex moglie Christina; Guy Sandys sarà solo la seconda vittima, seguito poi nella lista da Elinor, vecchia receptionist  beona la cui morte (all'interno di una lavatrice industriale) prosegue la bizzarra tradizione omicida caratteristica della serie.

Completano il quadro una giornalista rampante, una disegnatrice gioviale, un giovanotto depresso e frustrato, un ex detenuto per omicidio che sembrerebbe il candidato-colpevole più probabile... almeno finchè non scompare nel nulla, e infine Joyce Barnaby che attraversa soavemente gli eventi, correndo pericoli che non vede nemmeno.
Tra mille dubbi ed una furibonda rissa che mette in campo "cittadini" contro "campagnoli", l'ispettore e Jones riusciranno infine a capire quanto il passato stia ancora influenzando negativamente il presente.

64 -RITO DI INIZIAZIONE ("The Magician Nephew")
Ernest Balliol conduce con la moglie Estelle un fiorente commercio di oggetti esoterici; nottetempo guida una setta di ispirazione satanica denominata "Il Tempio di Toth". Con lui ne fanno parte la stessa moglie e la figlia Isolde, fermamente convinta di essere una strega anche se gira per la campagna inforcando una bici, e non certo un manico di scopa.
Ernest è seriamente preso dalla sua attività ma uno scrittore ricco e famoso - Aloysius Wilmington - sostiene di aver inventato il Tempio con i suoi riti nel corso degli anni '70, tra i fumi di esperienze orgiastico-psichedeliche, e naturalmente non perde occasione per sbeffeggiarne la "fede".
Poco lontano dal bosco ove si tengono i riti abitano ancora la prima moglie di Ernest, Rosemary, ormai pazza da molti anni, e l'altro suo figlio Tristan: a differenza del resto della famiglia è abbastanza normale, fa l'avvocato ed ha suscitato le mire amorose della dolce governante Christine.
Mentre molte persone, per i motivi più diversi, si mettono alla ricerca del mitico Libro di Toth (che secondo Aloysius non è mai esistito) iniziano gli omicidi: una gioviale ed apparentemente innocua matrona, un libraio antiquario e lo stesso Aloysius muoiono avvelenati a causa di un tossico estratto da rane tropicali.
Ma cosa accomunava le vittime? Il potente libro maledetto è forse stato davvero trovato? E in Inghilterra, dove possono mai trovarsi quelle letali bestioline?
Esclusa la magia, per Barnaby si apre la strada verso la giusta soluzione, mentre Jones ingaggia una breve lotta che porta alla morte dell'assassino.
Non una delle trame più convincenti della serie, con un colpevole abbastanza probabile persino agli occhi dello spettatore.
A margine della vicenda, i preparativi di Joyce per la Festa di Halloween, durante la quale madre e figlia costringeranno il povero Ispettore a mascherarsi da vampiro...


Manca l'episodio conclusivo della Undicesima stagione: sabato 21 giugno sono iniziate le repliche ed è stato trasmesso "King's Crystal", che è comunque un bell'episodio, fortemente ispirato all' "Amleto" shakespeariano.





EPISODI (a seguito e / o correzione dei precedenti posts)

 Decima stagione (2006 - 2007)

    * Ballando con la morte (Dance with the Dead)
    * L'animale dentro (The Animal Within)
    * La fabbrica di cristallo (King’s Crystal)
    * Concerto per un assassino (The Axeman Cometh)
    * Morte e polvere (Death and Drust)
    * La prova dell'innocenza (Picture of Innocence)
    * La faida (Shot at Dawn)
    * La primula rossa (They Seek Him Here)
    * La camera oscura (Death in a chocolate box)

Undicesima stagione (2007 - 2008)

    * Matrimonio con delitto (Blood Wedding)
    * Patto di sangue (Left for Dead)
    * Recensioni Pericolose (Midsomer Life)
    * Rito di Iniziazione (The Magicain Nephew)
    * The Blood Point


LadyJack || 11:12 || lunedì, 23 giugno 2008
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IL FIORE E LA FIAMMA - Kathleen E. Woodiwiss

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IL FIORE E LA FIAMMA ("The flame and the flower") è il primo romanzo scritto da Kathleen E. Woodiwiss e inaugurò un genere prima inesistente, nel lontano 1972. In quanto pioniere del romance storico, questo libro ha le sue pecche di gioventù e oggi fa persino sorridere, essendosi molto raffinato il tipo di immaginario sentimental-erotico propinatoci dai vari media nei successivi trentacinque anni. Quello che allora rappresentava una lettura audace per giovincelle e casalinghe inquiete, oggi è più che altro una favola romantica, leggera e un po’ ingenua, ma sempre molto divertente.
Non sarò mai una lettrice di romanzi rosa tipici, perché il romanticismo è contro la mia religione e detesto il filone sentimentale in tutte le sue forme, ma ho sempre avuto un debole per il polpettone storico stile feuiletton, da “Via col vento” in su, per cui mi sto affezionando ad alcuni dei romanzi di questa scrittrice, che hanno la facoltà di tenere una gradevole compagnia.

“Il fiore e la fiamma” fa parte di una sorta di saga familiare composta da tre romanzi, scritti in periodi lontani fra loro, ma che possono essere letti in maniera indipendente, perché le storie sono a sè stanti. Brandon Birmingham e la dolce Heather Simmons sono i protagonisti di questo libro, mentre il loro figlio, Beauregard Birmingham è al centro della storia narrata in “Cuori in tempesta” (“The elusive flame” 1998), ambientata venticinque anni dopo e in “Una stagione ardente” (“A season beyond a kiss” 2000) si torna indietro a raccontare l’amore vissuto dal fratello minore di Brandon (già ampiamente presente nel primo romanzo), Jeffrey Birmingham. I titoli sono già tutti un programma, si potrebbe dire e infatti lo diciamo…

Attenzione: viene rivelata una parte della trama che potrebbe togliere il gusto della lettura a chi non conosce ancora la storia.
Cominciamo quindi da Heather Simmons, ovviamente una tipica Cenerentola innocente, maltrattata e inizialmente parecchio ingenua, anche se dalla mamma irlandese ha ereditato la forza di volontà e l’orgoglio. Siamo nel 1799 a Londra. La madre di Heather morì di parto e il padre, incapace di sopportare il dolore di tale perdita, ha progressivamente affondato nel gioco e nell’alcol la sua vita di vedovo. La famiglia è benestante e la piccola Heather ha vissuto un’infanzia, nonostante tutto, felice, negli agi e con un padre che la ama teneramente. Poi tutto finisce: il padre muore e lascia Heather in mezzo ai debiti e, suo malgrado, nelle grinfie di una zia orrenda e malvagia, la moglie del suo pavido e fallito fratello. Nel lugubre cascinale in cui vivono, la zia Fanny costringe Heather a vestirsi di sacco e a lavorare come una schiava, picchiandola e insultandola, rinfacciandole beffardamente le sue origini di fanciulla della buona società. Ora Heather è una sguattera e non ha più niente, perché la zia ha venduto anche i suoi vestiti e le poche cose che il padre le aveva lasciato. Trascorrono tre anni e la diciassettenne ragazza sboccia: è bellissima (potevamo dubitarne?), minuta e perfetta e ha gli occhi blu come zaffiri, ma è totalmente inconsapevole di ciò, perché nel cascinale non ha neanche uno specchio decente. Un giorno arriva in visita il fratello di Fanny, il grassoccio William Court, che ha fatto fortuna in città confezionando abiti per signore e, sbavando dal labbro pendulo, si fa subito un’idea perversa di come approfittare dell’ingenua Heather. La invita a Londra, a casa sua, promettendole di trovarle un lavoro come insegnante nella “scuola”  di Lady Cabot, di cui lui è socio in affari (ma omette di dire che costei è la tenutaria di un famoso bordello di Londra…) Heather è felice di sottrarsi alle percosse della zia Fanny e parte fiduciosa con il malefico individuo. Ben presto si accorge dell’errore, perché William, dopo averle mostrato la propria casa e presentato il proprio aiutante Thomas Hint, (anche lui spaventoso e pure storpio), conclude la cena con un tentativo di stupro e, ridendole in faccia, la aggiorna sui progetti immondi che ha su di lei. Mentre l’uomo tenta di farle violenza, Heather afferra un coltello e si difende. Nella lotta, William Court cade sul coltello e giace sanguinante. Heather fugge, immaginando di avere già le guardie alle calcagna e vaga nella notte fino a che non giunge al porto ed è lì che due uomini la notano e pensano di portarla al capitano della loro nave mercantile che è approdata da un giorno a Londra. Il capitano, Brandon Birmingham, aveva necessità impellenti di uomo, dopo la lunga navigazione e il suo domestico George, accompagnato da un altro marinaio, pensa che Heather sia una delle tante prostitute in vendita sulla banchina. Heather, che qui dimostra il suo punto più basso di raziocinio, li scambia per guardie e crede che la stiano per condurre al processo (!!!), per cui li segue, afflitta e rassegnata. Quando si trova sulla nave, nella cabina del capitano, ancora per un po’ non coglie la questione, ma comincia a chiedersi come mai si celebri un processo su una nave (!!!). A questo punto facciamo conoscenza con il lato “io Tarzan, tu Jane” dell’iniziale rapporto fra Brandon e Heather. Lui è altissimo, come sempre bellissimo, e ha tutta la serie di caratteristiche ormai a noi note: fianchi stretti, snello, bruno, occhi verdi, abbronzato, muscolatura guizzante, sguardo che incenerisce, modi da uomo vero, quello che non deve chiedere… mai. E qui non chiede. Per lui Heather è la sgualdrinella che i suoi uomini gli hanno procurato e, siccome la ragazza se ne resta impietrita dal terrore, Brandon si soddisfa su di lei a più riprese. Anche quando, alla prima, si accorge che lei è vergine, rimane un po’ stupito, ma poi, sapendo che non si può interrompere un’emozione, affonda il colpo senza pietà. A questo punto Heather si è resa conto di non essere in tribunale, ma non ha modo di opporre resistenza, essendo lui tanto più forte di lei e poi non ci sono coltelli in giro. D’altro canto Brandon non ha il labbro pendulo bavoso e i paragoni con il precedente tentativo di violenza finiscono qui. A Brandon la fresca bellezza di Heather fa un effetto devastante, anche se il suo orgoglio gli impedisce di addolcire i modi e anzi, il suo massimo è offrirle una sistemazione come sua amante mantenuta a Londra, che lui andrebbe a trovare di anno in anno, quando sarebbe di passaggio con la sua nave. Ciò perché in realtà Brandon è un ricco proprietario terriero di Charleston, Carolina, dove ha una piantagione, un simpaticissimo fratello minore, Jeffrey, che lo aiuta negli affari e una fidanzata, Louisa, che lui non ama, ma che ha intenzione di sposare al suo ritorno, per motivi di interesse. Louisa possiede una terra che lui vuole comprare e lei ha bisogno di sposarlo perché è indebitata, inoltre fra i due esiste da tempo una relazione carnale. Certo, lei si dà continuamente da fare con diversi altri uomini, ma Brandon Birmingham, trentacinque anni e una bellezza da fare invidia, non ha problemi di gelosia nei suoi confronti. Ma la dolce Heather ha qualcosa che Louisa non avrà mai e Brandon, pur non rendendosi ancora conto della situazione, ha già deciso che la ragazza in qualche modo debba legarsi a lui, quindi le mette di guardia il fidato George e scende dalla nave per andarle a comprare qualcosa di decente con cui vestirsi. Heather, atterrita e decisa a fuggire, trova due pistole scariche e con quelle minaccia George, che si beve la cosa, lasciandola scappare. “Furbamente”, la ragazza torna dalla zia Fanny… E passano due mesi. La nausea e un cambiamento fisico inequivocabile fanno capire all’arpia che la nipote è incinta, per cui decide di trovare il colpevole e di fargliela sposare. La migliore azione di tutto il romanzo. Scovano un vecchio amico di famiglia dei Simmons, Lord Hampton, che avrebbe tanto voluto essere lui a prendersi in casa Heather, perché la considera la figlia che non ha mai potuto avere e il buon Lord, con le sue conoscenze, in men che non si dica, trova Brandon, il quale comunque aveva passato tutto il tempo a cercare in lungo e in largo Heather, sempre per farne la sua amante, però… In ogni caso non vi è dubbio che il figlio sia suo e lui l’ammette prontamente (orgoglio di stallone yankee non può sbagliare), ma deve cedere quando Lord Hampton non si accontenta della sistemazione che lui vorrebbe fornire a Heather e al bambino e, minacciandolo di fargli sequestrare la nave e di farlo gettare in prigione, lo costringe a sposare la ragazza subito.
Dopo avere letto tre romanzi della Woodiwiss, ho capito che il suo metodo è fare sposare all’inizio, nei modi più bizzarri, i protagonisti, così per le restanti quattrocento pagine si amano, si odiano, si trovano in situazioni avventurose, ma il vincolo del matrimonio li unisce e rende legali e rassicuranti, per la lettrice media della Bible Belt americana, le scene di sesso fra i due.
Brandon, dal momento in cui Heather diventa sua moglie, resta prigioniero delle proprie elucubrazioni: lui la vuole, la brama, pensa solo a lei, ma lei deve accettarlo come moglie e se lui le si avvicinasse con modi dolci e lei lo rifiutasse non potrebbe sopportarlo. Quindi sta lontano dal suo letto, considerandola però una sua proprietà assoluta e guai a chi le posa gli occhi addosso. Ma lei non capisce, è troppo giovane e pensa che Brandon la consideri un intralcio per  quelli che lei immagina siano i piani amorosi del marito nei confronti di Louisa, è gelosa marcia di costei e al tempo stesso teme continuamente di suscitare le ire improvvise di lui, per cui si chiude in se stessa per non irritarlo. In questo modo lo irrita. Ogni volta che Brandon la guarda in uno strano modo, mangiandosela con gli occhi, lei ha paura che lui le faccia del male. Lui crede di esserle repellente e, adesso che non ha più l’atteggiamento sprezzante del macho violentatore, non sa come fare a farsi amare. Un disastro. Si va avanti così per tre quarti del romanzo. Brandon arrabbiato con se stesso, alterna teneri atteggiamenti protettivi, a momenti di ira funesta, perché vorrebbe consumare il matrimonio, ma ha paura che lei non lo voglia. Heather che ora ama follemente il marito e che capisce che la nuova vita con lui è l’unica cosa bella che le sia capitata dopo tanta sofferenza, è convinta che lui la odi. Louisa è inferocita per avere perso il suo stallone e le conseguenti ricchezze e si comporta da tipica strega malvagia, cercando di mettere in imbarazzo Heather e tramando contro di lei. Jeffrey ha da subito un debole per la cognata, odiando anche lui Louisa, e sostiene Heather nella battaglia per aiutarla a capire il complicato carattere che si nasconde dietro alla barriera che Brandon ha innalzato. Naturalmente siamo già in Carolina e nella magnifica casa dei Birmingham, dove troviamo anche una servitù subito entusiasta della nuova mogliettina di padron Bran e una governante nera, Hatty, in tutto e per tutto simile alla Mamy di “Via col vento”. La vicina Charleston e i sentimenti burberi manifestati da Brandon ricordano anche il periodaccio vissuto da Rhett Butler quando Rossella languiva per Ashley. Ma Heather non assomiglia per niente all’eroina di Tara, perché ama solo il marito e spera che lui la ami. Così è, ma solo dopo un bel po’ i due capiranno i fraintendimenti che li hanno bloccati. Passeranno i mesi della gravidanza, Heather darà alla luce il piccolo Beauregard, uguale fisicamente al padre. Brandon vivrà un periodo di totale astinenza, dopo avere violentato la moglie sulla nave nove mesi prima, consolandosi con estenuanti cavalcate e qualche bicchiere di brandy e punzecchiando Heather, ma facendone poi lui per primo le spese. Un tira e molla esemplare, finché gli sposini rinsaviscono e la passione si sfoga, unendoli per l'eternità. Ci sarà un inghippo finale, con tre morti violente, ma tutto si sistemerà.
Durante il corso del romanzo, a Heather verranno strappati i vestiti, in circostanze diverse, innumerevoli volte ed è sorprendente come le donne di questi racconti abbiano sempre il seno che esplode sopra le scollature e come si veda tutto fino in fondo ogni volta si inchinano ballando il minuetto… Brandon, poi, appena entra in camera sua comincia subito a girare nudo e Heather fa sempre il bagno nella tinozza, anche quando sono nella tempesta in mezzo all’oceano, lei è lì che si sciacquetta beata…
Una lettura assolutamente imperdibile.
ArchieGoodwin || 20:56 || domenica, 22 giugno 2008
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La Mente e il Cuore

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RAGIONE E SENTIMENTO (iniziato intorno al 1794 come "Elinor e Marianne"; successivamente pubblicato anonimo nel 1811 come "Sense and Sensibility")

Sino a tempi piuttosto recenti la mia conoscenza di "Ragione e Sentimento" riguardava soprattutto il bel film del 1995, che possiede almeno tre ottime ragioni per piacermi: 1) è un film di Ang Lee, uno dei miei registi preferiti a partire dalla visione de "Il Banchetto di Nozze" 2) tra i protagonisti c'è Emma Thompson, una delle mie "madri spirituali" per ciò che riguarda la recitazione femminile 3) il dolente ruolo del colonnello Brandon è rivestito da Alan Rickman, così dolce quando fa il buono, così malvagio quando fa il cattivo... così Piton quando fa Piton!
A parte tutto ciò, mi piace la storia e il modo in cui venne realizzata: per quel film Emma Thompson vinse l'Oscar come sceneggiatrice, e il premio fu più che meritato. Lo si capisce bene confrontando la storia originale con quella condensata eppure completa della versione cinematografica: in Jane Austen ci sono più personaggi, più eventi, riflessioni e descrizioni, il film però conserva e illustra il cuore della storia senza trascurare nulla di ciò che è importante, dai paesaggi infiniti della campagna inglese alle storie d'amore delle sorelle Dashwood, così diverse ma ugualmente affascinanti.
Qualche giorno fa sono andata a leggermi il romanzo e devo dire che mi è piaciuto moltissimo; malgrado la mole non proprio leggera (Jane Austen non sta mai sotto i 50 capitoli, nè rinuncia a dialoghi o paragrafi correttamente forbiti... ), sono rimasta sveglia sin quasi all'alba pur di finirlo in un'unica e continuativa lettura.
Protagoniste della storia sono le due maggiori sorelle Dashwood, Elinor e Marianne, che rimaste orfane si trasferiscono con la madre e la sorella minore Margaret nel modesto cottage offerto da un cugino.
La loro condizione femminile, in congiunzione con un testamento ingiusto ed un fratellastro stupido e meschino, le ha danneggiate economicamente. Ma le Dashwood sono piene di risorse spirituali, si vogliono molto bene, sono buone, amabili e intelligenti, per cui riescono ad organizzare la loro nuova vita in maniera abbastanza soddisfacente.
I veri problemi riguardano però il lato sentimentale: Elinor (è lei la RAGIONE, il buon senso) è perdutamente ma silenziosamente innamorata dell'altrettanto silenzioso Edward Ferrars; Marianne (l'impeto travolgente del SENTIMENTO) pare trovare la romantica anima gemella nel bellissimo Willoughby. Ma nessuna delle due riesce a coronare facilmente il proprio sogno d'amore: Edward risulta giù impegnato in un avventato fidanzamento giovanile con la bella (ma sciocca e ineducata) Lucy, mentre Willoughby abbandona Marianne a favore di un più lucroso matrimonio e, come se non bastasse, rivela un imbarazzante passato libertino.
Le due sorelle reagiscono alle sciagure in maniera molto diversa in base ai loro differenti temperamenti, ed è questa la parte più bella e significativa del romanzo: Elinor, riflessiva e introversa, resiste coraggiosamente senza parlare ad alcuno delle sue pene, mentre Marianne, morbosamente sensibile ed aliena alle mezze misure, quasi impazzisce e finisce per ammalarsi gravemente. La crisi arriva al culmine, poi recede gradualmente e Marianne, entrata in convalescenza, poco a poco ritrova una più equilibrata pace dello spirito.
Alla fine di una serie infinita di guai e complicazioni Elinor riesce a sposare il suo Edward, che del resto aveva sempre inclinato verso di lei, mentre Marianne accetta di sposare il maturo colonnello Brandon, da sempre innamorato di lei anche quando Marianne nutriva ideali estremi atti a scoraggiarlo. E la felicità arriva per tutti.
Raccontata così la storia può addirittura sembrare banale perchè perde tutti i particolari, i dialoghi e le sorprese che invece la rendono molto interessante: ma "Ragione e Sentimento" è davvero un romanzo che vale la pena di essere letto.
Jane Austen vi profonde tutte le sue migliori qualità di narratrice, la fluidità nel comporre una trama complessa e la grande ironia che la contraddistingue.
I personaggi possono assomigliare un po' a personaggi di altri suoi romanzi: la bella vivace, la bella introversa, la furba sciocca e superficiale, l'uomo buono ma indeciso, l'uomo bellissimo e traditore... eppure rimane ugualmente straordinaria la capacità di variazione dell'autrice, la sua attitudine a farli muovere bene, quei personaggi.
Sullo sfondo, naturalmente, c'è la critica nei confronti di una società le cui ingiuste convenzioni danneggiano soprattutto le donne, destinate quasi esclusivamente al matrimonio. A quel tempo raramente una donna era ricca di suo perchè raramente poteva ereditare; raramente una donna riusciva ad essere libera e indipendente. Non decideva di se stessa, della propria educazione, a volte nemmeno del proprio matrimonio: e poteva ritenersi soddisfatta se riusciva a mantenere, o ancor più a migliorare, la propria condizione sociale ed economica.
Per loro fortuna però le protagoniste nei romanzi di Jane Austen hanno la capacità di pensare, di capire, di giudicare, e in certa misura di agire: pur senza essere ribelli o rivoluzionarie riescono così ad essere ugualmente grandi donne, scavandosi una nicchia più giusta di reale felicità nel mondo difficile - e solo apparentemente allegro - che le circonda.
A volte ciò vale anche per altri personaggi, seppur in modo diverso: ad esempio, ho molto apprezzato il fatto che l'ignorante e maligna Lucy, alla ricerca del proprio benessere, si sia autodirottata là dove erano finiti i soldi di Edward, ovvero presso il frivolo fratello Robert, lasciando così libero lo stesso Edward di sposare la sua Elinor.

LadyJack || 16:43 || venerdì, 20 giugno 2008
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