
Amo questo film e non ho ancora letto il libro, che comunque tengo in caldo in libreria...
Non sono una fan del genere "hard boiled", anche se esercita su di me un certo fascino, perché trattasi di letteratura con la maiuscola e certamente approfondirò il tema. In genere ho molta stima per gli scrittori americani del '900 e non sto certo scoprendo l'acqua calda. Ma, in attesa di leggere di Sam Spade e C., mi accontento del mio film preferito, che mette insieme due attori impagabili, uno scottish terrier ormai mitico e tutto il fascino degli anni '30.
In italiano: "L'uomo ombra", interpretato da William Powell e Myrna Loy, è una chicca da amatori del genere e io lo sono. Anno: 1934.
Cito dal Morandini 2007: "Felicemente sposato con la ricca Nora (M. Loy), Nick Charles (W. Powell), ex detective della polizia, è costretto dalle circostanze a occuparsi di un caso difficile: chi ha ucciso Julia Wolf, segretaria dell'eccentrico inventore Clyde Wynant, poi il gangster Nunheim e infine un individuo non identificato, trovato cadavere nell'ufficio di Wynant? Tratto dal romanzo (1932) omonimo di Dashiell Hammett, liberamente adattato da Albert Hackett e sua moglie Frances Goodrich, prodotto dalla M-G-M, girato da W.S. (“One-take” Woody) Van Dyke in 12 giorni, fotografato dal prestigioso James Wong Howe, è una riuscita mistura di racconto a enigma e commedia sofisticata che ebbe grande successo, 4 candidature agli Oscar e 5 seguiti. Lanciò la coppia W. Powell-M. Loy e per qualche anno diede al rough-terrier Asta una popolarità quasi pari a quella di Rin-tin-tin. Seguito da Dopo l'uomo ombra."

Riguardo al romanzo, ho reperito questa recensione:
E' un trittico di racconti brevi, titolo originale "Three doors to death" (1949) ed è composto da:
"Lunga vita al morto" (Man alive)
"Così parlò Nero Wolfe" (Omit flowers)
"Nero Wolfe nella camera a gas" (Door to death).
Si leggono con scorrevolezza e piacere e non hanno l'aria di essere racconti, tanto sono perfetti nella sintesi di tutti gli elementi tipici di un romanzo di Rex Stout. C'è l'ironia, tantissima, ci sono i delitti e c'è l'abilità sottile di Nero Wolfe, condita con quel tocco di gioco d'azzardo che solo un genio investigativo come lui riesce ad usare senza scottarsi. Archie è, come sempre, indispensabile alter ego e narratore di irrefrenabile spirito... nessuno potrebbe resistergli.
Devo assolutamente riportare l'incipit di "Door to death", che mi ha fatto addirittura ridere a voce alta:
"Nero Wolfe allungò il passo per superare la pozzanghera che costeggiava il vialetto lastricato. Posò il piede sul bordo erboso del prato, scivolò, traballò, agitò gli zamponi nell'aria e riuscì a rimettere in equilibrio il suo quintale e mezzo di ciccia.
- Proprio come Sonia Henie - esclamai, ammirato. Mi adocchiò torvo, cosa che mi fece sentire a casa, anche se ne eravamo tanto lontani. Avevo passato più di un'ora di quella mattinata di dicembre umida e fredda per raggiungere in macchina Westchester, con Wolfe piazzato sul sedile posteriore. Si mette sempre dietro, perché, secondo una sua idiota teoria, nel momento dell'inevitabile scontro perderebbe così meno sangue e avrebbe meno ossa rotte."...
Chi non ha mai letto Nero Wolfe (e fa malissimo, deve subito porre rimedio!) non può apprezzare a pieno. Occorre cominciare dal primo romanzo e fare un'opera di lettura in ordine cronologico, cercando il più possibile di reperire le copie di libri che spesso non sono facilmente disponibili, men che meno in libreria. Ma il lettore che mi darà retta, sarà premiato dalla soddisfazione di entrare in un mondo a dir poco divertente, intelligente, raffinato e irripetibile. Siamo nella "golden age", l'epoca d'oro del romanzo poliziesco e ogni pagina deve essere assaporata come si fa con un vino prezioso o con un piatto cucinato a puntino. Siamo di fronte ad un maestro, inchiniamoci e ringraziamo Rex Stout per tanta generosità e bravura. Leggerlo è meraviglioso.
Cercando su internet, ho trovato il libro di cui si parlava ieri con LadyJack. E' vero, è stato già tradotto e pubblicato in Italia, ma attualmente IBS lo cataloga non reperibile, anche se il sito della Mondadori Libri lo definisce "in listino". Non è in catalogo nemmeno presso le Librerie Feltrinelli.
Questa la scheda che pubblica Mondadori:
Edward Rutherford
I PRINCIPI D'IRLANDA
Editore: Mondadori - collana Omnibus
anno di pubblicazione: 2004
780 pagine, formato cartonato, prezzo 19,00 Euro

Sangue, acciaio, magia. È questo il mondo di Ibernia, come veniva chiamata l'Irlanda dagli antichi romani. Una storia, lontana più di mille anni, che ci appare come uno spettro e si fa lentamente strada, con fascino, con un'autorevolezza fuori dal comune. Davanti a noi sfilano le favolose divinità pagane, i bardi, i druidi, le terre remote e selvagge dell'estremo Nord.
Fatti e leggende si intrecciano: la missione evengelizzatrice di san Patrizio, la cristianizzazione dell'isola, l'invasione vichinga e la battaglia di Clontarf, l'inganno di Enrico II che scatenò i principi irlandesi e i re inglesi, la disastrosa invasione inglese e la collera di Enrico VIII...
Il rigore storico e la suggestione delle antiche leggende che Rutherfurd ha messo in gioco hanno incantato il pubblico di tutto il mondo e hanno premiato un autore che ha passato dieci anni della sua vita in Irlanda per concludere un progetto decisamente affascinante.
E' evidente che, mentre di SARUM, RUSSKA, LONDON e THE FOREST sono già in circolazione le edizioni pocket della collana Mondadori Bestsellers, di questo volume è uscita di catalogo l'edizione cartonata e non ha, per ora, visto la luce quella economica. Mentre l'autore ha già scritto il seguito: IRELAND AWAKENING... e la saga continua...
Edward Rutherford è considerato un discepolo di James Michener, poiché utilizza la saga familiare mescolata ad eventi storici e narra, attraverso tomi di 500 e più pagine, vicende che partono dalla fondazione di città e comunità della tradizione celtico-britannica e arriva ai giorni nostri. I suoi libri hanno, quindi, anche uno scopo divulgativo. I capitoli dei romanzi solitamente dividono le ere in cui sono ambientate le storie delle famiglie, che si intrecciano a vicenda attraverso alberi genealogici descritti nella parte introduttiva della storia.
L'autore è nato a Salisbury, in Inghilterra nel 1948 e vive a Dublino.
I libri pubblicati in inglese sono:
"Sarum" - 1987
"Russka" - 1991
"London" - 1997
"The Forest" - 2000
"Dublin: Foundation (The Princes of Ireland: the Dublin saga)" - 2004
"Ireland awakening (The Rebels of Ireland: the Dublin saga)" - 2006
Possiedo "Sarum" e "London" e sono alla ricerca della versione tradotta di "Dublin", ma potrei anche acquistare gli originali già disponibli. Le isole britanniche sono il mio pane. 


Era dai tempi del "Maigret" di Gino Cervi e Andreina Pagnani o del "Nero Wolfe" di Tino Buazzelli e Paolo Ferrari, che non mi "innamoravo" di un adattamento televisivo tratto da romanzi gialli classici. Detto che io sono una fan della cosiddetta golden age e che adoro le ricostruzioni ambientate in Inghilterra, è facile intuire come la serie tv inglese che ha come protagonista il mitico Hercule Poirot di Agatha Christie mi abbia stregata. E mi ritrovo a spulciare i palinsesti di Sky e di Rete 4, alla ricerca degli orari di messa in onda di questo preziosissimo telefilm. Ambientato in maniera squisita, con il tipico tocco magistrale di cui sono dotati solo gli inglesi, che non solo hanno abbondanza di attori di teatro mirabili, ma sfoggiano da sempre un gusto insuperabile per la ricostruzione di epoche, costumi, luoghi. Ogni episodio di "Poirot" è un gioiellino di classe incantevole, emana ironia, leggerezza e fa venire una grande voglia di leggere quei libri che sembrano tanto lontani dalla nostra epoca, ma che continuano a sollevarci lo spirito abbattuto.
Grande merito è degli attori, tutti inglesi doc, con le facce giuste al posto giusto. David Suchet è un capolavoro, è l'incarnazione del Poirot dei libri, in tutto e per tutto. Forse, vedendolo, è quasi più Poirot lui di quello scritto. Sì, lo so, io sono anglofila e quindi vado facilmente in solluchero davanti a tanta inglesità fatta a telefilm, ma ho trovato pane per i miei denti e me ne beo... 

Agatha Christie's Poirot (titolo americano e italiano: Poirot) è una popolare serie televisiva britannica, prodotta originariamente dalla London Weekend Television (oggi dalla Granada Production), trasmessa in Inghilterra a partire dall'8 gennaio 1989 e giunta fino a questo momento alla undicesima serie, per un totale di 57 episodi divisi tra 36 episodi della durata di 52 minuti ispirati ai racconti brevi di Agatha Christie pubblicati durante gli Anni 20, e 21 episodi della durata di 103 minuti ispirati ai romanzi
Il telefilm è stato trasmesso in Italia prima da Rete 4 e successivamente da Fox Crime (partendo dalla nona e decima serie) e da Hallmark Channel. Le prime otto serie sono state pubblicate in videocassetta da Malavasi Editore, che ha successivamente pubblicato in dvd le ultime due serie e ristampato le prime otto nella versione doppio audio inglese e italiano.
David Suchet ha più volte espresso il desiderio di trarre un film da tutti i racconti e romanzi non ancora trasposti, compresa l'ultima avventura e la morte di Hercule Poirot raccontate in Sipario. A questo proposito è già stata annunciata la realizzazione dei tre episodi Mrs McGinty's Dead, Dead Man's Folly e Three Act Tragedy che faranno parte della dodicesima serie che sarà trasmessa tra ottobre e novembre 2007, e dei tre episodi Appointment with Death, The Big Four e Murder on the Orient Express' che faranno parte della tredicesima serie che sarà trasmessa tra dicembre 2007 e settembre 2008
A fianco di David Suchet troviamo, fino alla ottava serie, Hugh Fraser nel ruolo del Capitano Arthur Hastings, Philip Jackson nel ruolo del Ispettore Capo Japp e Pauline Moran nel ruolo di Miss Felicity Lemon.
Le date si riferiscono alla messa in onda della serie televisiva in Inghilterra.
Prima serie
La prima serie è composta da 10 episodi della durata di 52 minuti
8 gennaio 1989: L'avventura della cuoca di Clapham (The Adventure of the Clapham Cook), regia di Edward Bennet.
15 gennaio 1989: Delitto nei Mews (Murder in the Mews), regia di Edward Bennet.
22 gennaio 1989: A mezzogiorno in punto (The Adventure of Johnnie Waverly), regia di Renny Rye.
29 gennaio 1989: La torta di more (Four and Twenty Blackbirds), regia di Renny Rye.
5 febbraio 1989: L'appartamento al terzo piano (The Third Floor Flat), regia di Edward Bennet.
12 febbraio 1989: Triangolo a Rodi (Triangle at Rhodes), regia di Renny Rye.
19 febbraio 1989: Un problema in alto mare (Problem at Sea), regia di Renny Rye.
26 febbraio 1989: Il furto incredibile (The Incredible Theft), regia di Edward Bennet.
5 marzo 1989: Il re di fiori (The King of Clubs), regia di Renny Rye.
19 marzo 1989: Il sogno (The dream), regia di Edward Bennet.
Seconda serie
La seconda serie è formata da 8 episodi della durata di 52 minuti e da 1 episodio e 1 speciale della durata di 103 minuti
7 gennaio 1990: Il pericolo senza nome (Peril at End House), regia di Renny Rye (episodio in due parti).
14 gennaio 1990: La dama velata (The Veiled Lady), regia di Edward Bennet.
21 gennaio 1990: La miniera perduta (The Lost Mine), regia di Edward Bennet.
28 gennaio 1990: Accadde in Cornovaglia (The Cornish Mystery), regia di Edward Bennet.
4 febbraio 1990: La sparizione di Mr Davenheim (The Disapperance of Mr Davenheim), regia di Andrew Grieve.
11 febbraio 1990: Doppia colpa (Double Sin), regia di Richard Spence.
18 febbraio 1990: L'appartamento a buon mercato (The Adventure of the Cheap Flat), regia di Richard Spence.
25 febbraio 1990: Il rapimento del Primo Ministro (The Kidnapped Prime Minister), regia di Andrew Grieve.
4 marzo 1990: Il caso della Stella d'Occidente (The Adventuire of "The Western Star"), regia di Richard Spence.
16 settembre 1990: Poirot a Styles Court (The Mysterious Affair at Styles), regia di Ross Devenish (speciale in due parti).
Terza serie
La terza serie è composta da 10 episodi della durata di 52 minuti.
6 gennaio 1991: Come va il vostro giardino? (How Does Your Garden Grow?), regia di Brian Farnham.
13 gennaio 1991: Il furto da un milione di dollari in obbligazioni (The Million Dollary Bond Robbery), regia di Andrew Grieve.
20 gennaio 1991: Il ballo della vittoria (The Affair at the Victory Ball), regia di Renny Rye.
27 gennaio 1991: Nido di vespe (Wasps' Nest), regia di Brian Farnham.
3 febbraio 1991: La tragedia di Marsdon Manor (The Tragedy at Mardson Manor), regia di Renny Rye.
10 febbraio 1991: Doppio indizio (The Double Clue), regia di Andrew Piddington.
17 febbraio 1991: Il mistero della cassapanca spagnola (The Mystery of the Spanish Chest), regia di Andrew Grieve.
24 febbraio 1991: L'avventura del dolce di Natale (The Theft of the Royal Ruby, o The Adventure of the Christams Pudding), regia di Andrew Grieve.
3 marzo 1991: L'espresso per Plymouth (The Plymouth Express), regia di Andrew Piddington.
10 marzo 1991: Il mistero di Hunter's Lodge (The mystery of Hunter's Lodge), regia di Renny Rye.
Quarta serie
La quarta serie è composta da 3 episodi della durata di 103 minuti.
5 gennaio 1992: La serie infernale (The ABC Murders), regia di Andew Grieve.
12 gennaio 1992: Delitto in cielo (Death in the Clouds, o Death in the Air), regia di Stephen Whittaker.
19 gennaio 1992: Poirot non sbaglia (One, Two, Buckle my Shoe, o The Patriotic Murders, o An Overdose of Death), regia di Ross Devenish.
Quinta serie
La quinta serie è composta da 8 episodi della durata di 52 minuti
17 gennaio 1993: La maledizione della tomba egizia (The Adventure of the Egyptian Tomb), regia di Peter Barber-Fleming.
24 gennaio 1993: Una donna sa... (The Underdog), regia di John Bruce.
31 gennaio 1993: Iris gialli, (Yellow Iris), regia di Peter Barber-Fleming.
7 febbraio 1993: Il caso del testamento mancante (The Case of the Missing Will), regia di John Bruce.
14 febbraio 1993: La disavventura di un nobile italiano (The Adventure of the Italian Nobleman), regia di Brian Farnham.
21 febbraio 1993: La scatola di cioccolatini (The Chocolate Box), regia di Ken Grieve.
28 febbraio 1993: Lo specchio del morto (Dead Man's Mirror), regia di Brian Farnham.
7 marzo 1993: Il furto di gioielli al Grand Metropolitan (The Jewel Robbery at the Grand Metropolitan), regia di Ken Grieve.
Sesta serie
La sesta serie è composta da 2 episodi della durata di 103 minuti.
1 gennaio 1995: Il Natale di Poirot (Hercule Poirot's Christmas, o A Holiday for Murder, o Murder for Christmas), regia di Edward Bennet.
12 febbraio 1995: Poirot si annoia, o Filastrocca per un omicidio (Hickory Dickory Dock), regia di Andrew Grieve.
Settima serie
La settima serie è composta da 2 episodi della durata di 103 minuti.
11 febbraio 1996: Aiuto, Poirot!, o Memorie di un delitto (Murder on the links), regia di Andrew Grieve.
16 marzo 1997: Due mesi dopo (Dumb Witness), regia di Edward Bennet.
Ottava serie
L'ottava serie è composta da 2 episodi della durata di 103 minuti.
2 gennaio 2000: L'assasinio di Roger Ackroyd, o Il diario di un assassino (The Murder of Roger Ackroyd), regia di Andrew Grieve.
19 febbraio 2000: Se morisse mio marito (Lord Edgware Dies, o Thirteen at Dinner), regia di Brian Farnham.
Nona serie
La nona serie è composta da 2 episodi della durata di 103 minuti.
20 aprile 2001: Corpi al sole (Evil Under the Sun), regia di Tom Clegg.
8 luglio 2001: Non c'è più scampo, o Delitto in Mesopotamia (Murder in Mesopotamia), regia di Tom Clegg.
Decima serie
La decima serie è composta da 4 episodi della durata di 103 minuti.
14 dicembre 2003: Il ritratto di Elsa Greer (Five Little Pigs, o Murder in Retrospect), regia di Paul Unwin
26 dicembre 2003: La parola alla difesa (Sad Cypress), regia di Dave Moore.
12 aprile 2004 Poirot sul Nilo: (Death on the Nile), regia di Andy Wilson
26 aprile 2004 Poirot e la salma: (The Hollow, o Murder After Hour), regia di Simon Langton.
Undicesima serie
L'undicesima decima serie è composta da 4 episodi della durata di 103 minuti.
1 gennaio 2006: Il mistero del treno azzurro (The mystery of the Blue Train), regia di Hettie Macdonald
19 marzo 2006: Carte in tavola (Cards on the Table), regia di Sarah Harding
26 marzo 2006: Dopo le esequie (After the Funeral), regia di Maurice Phillips
2 aprile 2006: Alla deriva (Taken at the Flood), regia di Andy Wilson.
Dodicesima serie
Ottobre 2007: Dead Man's Folly
Novembre 2007: Mrs McGinty's Dead
Novembre 2007: Three Act Tragedy
Tredicesima serie
Dicembre 2007: Appointment with Death
Febbraio 2008: The Big Four
Settembre 2008: Murder on the Orient Express
Estratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Agatha_Christie%27s_Poirot


Nero Wolfe aveva già all'attivo i tre casi fortunati di La traccia del serpente, La lega degli uomini spaventati e Sei per uno quando, nel 1937, Rex Stout si risolse all'invenzione di un anti-Wolfe dissonante e dolente con l'investigatrice Dol Bonner di Il guanto ("The hand in the glove"). Nel ciclo wolfiano ormai consolidato, il ruggito della grande metropoli giungeva solo attutito, filtrato dall'atmosfera ovattata, dai piccoli riti quotidiani, maniacali quanto difensivi a oltranza, della casa di arenaria nella 35a strada, sorta di cittadella fortificata o di repubblica ideale per uomini soli al riparo dalle leggi del tempo. Ne Il Guanto, ogni rete di protezione è perduta. La storia di un ambiguo apprendistato al mestiere di investigatore - cui Dol, relitto desolato ma pragmatico della Grande crisi, è esposta come a una condanna - si intreccia al racconto di un'eversiva formazione al disincanto. La scrittura lascia così irrompere gli incubi sopiti o banditi dall'universo claustrofobico di Wolfe, con i cadaveri che pullulano tra verande e giardini ben tenuti dei paradisi fuori porta di Long Island, incongrui corpi scomposti di animali assurdamente strangolati, dapprima fagiani, poi lepri, ben presto vittime umane. Intorno a loro, lo sguardo vulnerato e vulnerabile di Dol attraversa una corruzione torbida, oltre ogni asilo e redenzione possibile: giovani rampanti e morbose ereditiere annoiate, santoni à la page di grottesche sette orientaleggianti, giornalisti in carriera a caccia di scoop, poliziotti compiacenti. Consumato fino alle estreme conseguenze questo amaro rito iniziatico, Stout ripiegò di nuovo, nello stesso anno, verso il mondo rassicurante di Wolfe con l'avventura della Scatola rossa, ma non poté più separarsi completamente da Dol Bonner. Innestando l'una nell'altra le due serie narrative, le concesse di fare ritorno in più di un caso come spalla occasionale di Archie Goodwin, in apparenza "normalizzata" e riassorbita nel ruolo di comparsa sullo sfondo, ma ancora graffiante: la sola donna risparmiata dalla misoginia di Wolfe, e l'ombra femminile inquieta degli "irregolari della 35a strada".
(scheda di Pietri, S. L'Indice del 1999, n. 11 - recensione presente nel sito internetbookshop.it)
Da www.internetbookshop.it: Con il romanzo giallo Il guanto, Rex Stout confeziona l'affresco di una torbida America del passato, dominata dalla bruciante esigenza della scalata sociale, dalla noia della borghesia e dalla mancanza di scrupoli al punto di rendere quasi nullo il confine tra la vita e la morte. La scrittura è quella a cui il grande autore americano ci ha abituati da sempre: elegante, raffinata, talvolta ironica, con la rara capacità di costruire una storia sempre stringente, sul filo del rasoio. Questa volta una donna prende il posto del mitico Nero Wolfe: è Dol Bonner, una investigatrice decisa e ben armata alle prese con il mondo dell'alta società, chiuso a riccio su se stesso e determinato a difendere privilegi antichi.
La trama: Il guanto del delitto in un cocomero, un filo metallico attorcigliato al collo di Peter Lewis Storrs, presidente della Commercial Prodotti Chimici, un filo elettrico teso con un doppio nodo attorno alla gola del professor Steven Zimmerman: chi e perché sparge il terrore nella lussuosa e lussureggiante tenuta di Birchhaven? Un incastro di spasmodici avvenimenti lega un gruppo di persone dell'alta società americana. A sbrogliare la matassa ci pensa Dol Bonner, singolare figura di donna investigatrice abile nei ragionamenti ma anche con la pistola. Tutti gli indizi porterebbero il pubblico ministero della contea a supporre che l'assassino sia il promotore della Lega del Sakti Occidentale che venera Siva e spilla soldi alla famiglia Storrs, ma...
Incipit del libro: Non meravigliava affatto che quel sabato di settembre Sylvia Raffray avesse occasione di conversare con vari uomini, nessuno dei quali del tutto comune, e con una giovane donna fuori dal comune; non meravigliava affatto che da parte di Sylvia tutto ciò avvenisse senza particolare sforzo, perché lei era ricca, bella fino all'eccesso, orfana e sei mesi più giovane di ventun anni. Aveva un'intelligenza senza pretese ma non era stupida; fisicamente era una ragazza da sogno, ma non una bellezza mozzafiato - anche se un vecchio visconte di Oxford l'aveva soprannominata così; sul piano finanziario era facoltosa, ma non tanto da destare scalpore.
(Traduzione: Rosalia Coci)