Non ho potuto seguirla e le precedenti messe in onda mi erano sfuggite, però spero di imbattermi di nuovo e presto (magari su FoxCrime) nella piacevole serie televisiva americana del 2001-2002 dedicata a Nero Wolfe.
Ho visto solo poche scene, perché l'orario pomeridiano in cui Rete4 l'ha trasmessa in questi giorni non me l'ha permesso, ma mi sono ugualmente bastate per riscontrare la discreta fedeltà della trasposizione televisiva e la bravura dei protagonisti. Ricordavo un Timothy Hutton giovane ed imberbe, alle prime esperienze cinematografiche dopo la morte del padre Jim (già interprete anch'egli di una celebre serie tv in cui impersonava Ellery Queen) e l'ho ritrovato maturo e abile, simpatico, accattivante e adattissimo al vivace ruolo di Archie Goodwin. Il Nero Wolfe reso da Maury Chaykin è sicuramente meno raffinato del nostro Tino Buazzelli, però fa la sua parte e nel complesso il multicolore mondo che ruota attorno ai protagonisti dà il senso della commedia e dell'irriverente ironia che permea questi splendidi romanzi di Rex Stout. Mi piace rituffarmi nell'atmosfera che ho immaginato leggendo e l'efficacia di questo telefilm è dimostrata da un fatto: mia madre, che non ha letto Nero Wolfe e che ha solo l'indelebile ricordo della memorabile serie con Paolo Ferrari e Tino Buazzelli, dopo un iniziale e prevenuto rifiuto di questa interpretazione di Tim Hutton, ha guardato con più attenzione gli ultimi tre episodi andati in onda su Rete4 ed ha colto, grazie alla precisione di certi dettagli, moltissimi tratti fondamentali dei personaggi originali dei romanzi e dello stile di Rex Stout. Questo la dice lunga sul buon lavoro fatto dalla ABC.
Tim Hutton è stato uno dei produttori esecutivi della serie ed ha anche diretto diversi episodi. Beh, ottimo lavoro!
Ecco l'elenco completo degli episodi trasmessi in U.S.A. tra il 2001 e il 2002:
Pilot: The Golden Spiders
Season 1, Episode 1: The Doorbell Rang
Original Air Date: 22 April 2001
Season 1, Episode 2: Champagne for One: Part 1
Original Air Date: 29 April 2001
Season 1, Episode 3: Champagne for One: Part 2
Original Air Date: 6 May 2001
Season 1, Episode 4: Prisoner's Base: Part 1
Original Air Date: 13 May 2001
Season 1, Episode 5: Prisoner's Base: Part 2
Original Air Date: 20 May 2001
Season 1, Episode 6: Eeny, Meeny, Murder, Moe
Original Air Date: 3 June 2001
Season 1, Episode 7: Disguise for Murder
Original Air Date: 17 June 2001
Season 1, Episode 8: Door to Death
Original Air Date: 24 June 2001
Season 1, Episode 9: Christmas Party
Original Air Date: 1 July 2001
Season 1, Episode 10: Over My Dead Body: Part 1
Original Air Date: 8 July 2001
Season 1, Episode 11: Over My Dead Body: Part 2
Original Air Date: 15 July 2001
Season 2, Episode 1: Death of a Doxy: Part 1
Original Air Date: 14 April 2002
Season 2, Episode 2: Death of a Doxy: Part 2
Original Air Date: 14 April 2002
Season 2, Episode 3: The Next Witness
Original Air Date: 21 April 2002
Season 2, Episode 4: Die Like a Dog
Original Air Date: 28 April 2002
Season 2, Episode 5: Murder Is Corny
Original Air Date: 5 May 2002
Season 2, Episode 6: Motherhunt: Part 1
Original Air Date: 12 May 2002
Season 2, Episode 7: Motherhunt: Part 2
Original Air Date: 19 May 2002
Season 2, Episode 8: Poison à la Carte
Original Air Date: 26 May 2002
Season 2, Episode 9: Too Many Clients: Part 1
Original Air Date: 2 June 2002
Season 2, Episode 10: Too Many Clients: Part 2
Original Air Date: 9 June 2002
Season 2, Episode 11: Before I Die
Original Air Date: 16 June 2002
Season 2, Episode 12: Help Wanted, Male
Original Air Date: 23 June 2002
Season 2, Episode 13: The Silent Speaker: Part 1
Original Air Date: 14 July 2002
Season 2, Episode 14: The Silent Speaker: Part 2
Original Air Date: 21 July 2002
Season 2, Episode 15: Cop Killer
Original Air Date: 11 August 2002
Season 2, Episode 16: Immune to Murder
Original Air Date: 18 August 2002

ArchieGoodwin || 20:48 ||
sabato, 28 luglio 2007
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Essendo io ancora una neofita dello stile di Ellery Queen, vengo spiazzata ogni volta che comincio uno dei suoi romanzi. Diligentemente, ho deciso di leggerli in ordine cronologico, per farmi un'idea più precisa della loro evoluzione, ma questo non mi sta aiutando, perché c'è davvero molta differenza fra ciascuna delle opere dei due celebri cugini giallisti americani.
Per ora ho letto tre libri di Ellery Queen e la mia sensazione è che il filo conduttore che li lega sia sottilissimo e mutevole per quanto riguarda la caratterizzazione dei protagonisti e molto solido, invece, per quanto riguarda l'ossessione per il gioco della logica e dell'inaspettato ad ogni costo. Mi pare che il fatto che la scrittura dei romanzi sia stata fatta a quattro mani possa avere influenzato quella sorta di "schizofrenia" che costringe il lettore ad andare avanti e indietro nel tempo e a cercare di raccapezzarsi nella vita del celebre investigatore e di suo padre, l'ispettore Richard Queen. Ogni avventura non comincia mai dove è terminata la precedente e spesso non è nemmeno la successiva in ordine di tempo. Non importa se il lettore si è affezionato al calore e all'atmosfera che gli sembrava di avere afferrato, perché c'è già un nuovo enigma da dipanare e seguirne gli intricati percorsi è per Dannay e Lee molto più avvincente che affezionarsi ad un rituale consolidato. Sappiamo che i Queen hanno un'accogliente dimora, dove li coccola il fedele e quasi animalesco giovane tuttofare di nome Djuna, ma per il resto nulla ci fa intravedere cosa succederà questa volta. Insomma, anche io devo dimenticare per un po' di essere un'inguaribile innamorata di casa Wolfe e delle sue affascinanti abitudini, per potere assaporare come meritano i casi intriganti di Ellery Queen.
"L'AFFARE KHALKIS" è avvincente ed orchestrato come un piccolo capolavoro di suspense ed imprevedibilità. Il gioco dei cugini scrittori riesce alla perfezione e lascia di stucco il lettore nelle ultime pagine.
Un ricco commerciante d'arte e gallerista di origine greca, Georg Khalkis, muore di morte naturale e viene sepolto nel piccolo cimitero adiacente alla sua casa. Al ritorno dal funerale, non si trova più il suo testamento e si comincia a cercarlo ovunque. La polizia viene coinvolta ed è così che l'imperturbabile Ellery si imbatte in questo gioco nuovo. Fidandosi troppo della sua ferrea logica matematica, il giovane virgulto di casa Queen pensa di avere la soluzione a portata di mano e suggerisce l'esumazione del cadavere, arguendo che il testamento sia stato gettato nella bara per farlo sparire per sempre. Non è così... e, da qui in poi, Ellery decide di cambiare registro e tace, seguendo con occhio attento quella che ben presto si trasforma da un'indagine per un furto di testamento a quella per un omicidio... perché nell'esumazione del vecchio Khalkis, che tra parentesi era cieco, viene scoperto sulla sua bara il cadavere di un ladro di opere d'arte. La faccenda, a dir poco, si ingarbuglia a dismisura, coinvolgendo tutti i membri della famiglia, i dipendenti e i vari frequentatori della casa, in una sequenza di piste e di congetture che stremano l'ispettore Queen, uomo assai pragmatico, ma che lasciano spazio alle fantasie più ardite del giovane Ellery.
La maestrìa degli autori porta alla sequenza di ben tre soluzioni verosimili e logiche che, sebbene rivelatesi poi inesatte, aumentano l'interesse e l'attesa del lettore per quella che sarà la quarta e definitiva: una scena a dir poco inaspettata, pazzesca e sconvolgente. Sul finale Ellery riprende le redini della sua mente deduttiva e quando lancia la sfida al lettore ti sembra realmente di avere capito chi è l'assassino. Davvero spettacolare e ancora non mi rendo conto del perché non era come avevo pensato che fosse... Eppure credevo di avere avuto l'illuminazione...
Applausi.
ArchieGoodwin || 18:45 ||
sabato, 28 luglio 2007
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Tutti i romanzi di Rex Stout sono "strani" nel senso di "eccentrici" o "singolari", storie uniche che solo lui avrebbe potuto scrivere.
Alcuni però sono più "strani" di altri, e tra questi conterei senz'altro I QUATTRO CANTONI e NERO WOLFE CONTRO L'FBI.
I QUATTRO CANTONI ("Prisoner's base", 1952)
E' il romanzo sui sensi di colpa di Archie Goodwin, e sul rapporto umano che lega a lui Nero Wolfe.
La storia inizia con un acido battibecco di fine settimana tra i due: Archie è suscettibile e Wolfe è cocciuto, per cui la cosa può essere risolta solo per mezzo di una delle solite creative pantomime messe in scena da ambo le parti per salvare faccia & orgoglio, e poter procedere oltre.
Una misteriosa ragazza che per 50 dollari al giorno e senza fornire spiegazioni vuole vivere nella casa di Wolfe per una settimana diventa l'utile diversivo per dirottare lo spinoso problema.
Senonchè la ragazza in sè costituisce un altro spinoso problema, e i Nostri si trovano coinvolti nel di lei omicidio. Per questo caso nessuno pagherà nulla, ma dato che Archie si sente responsabile per aver seguito le istruzioni di Wolfe, abbandonando la fanciulla - Priscilla Eads - al proprio destino, e dato che Wolfe si sente altrettanto responsabile nei confronti di Archie (anche se non lo ammetterebbe mai nemmeno sotto tortura...), la soluzione del caso diventa per entrambi una questione di principio.
Prima della fine i sensi di colpa di Archie sono tristemente destinati a diventare ancor più pesanti, alla fine però l'assassino non riuscirà a cavarsela.
Molto bello il singolare rapporto che si sviluppa tra Archie e Sarah Jaffee.
Sulla trama ho solo un dubbio che riguarda il colpevole e la sua ignoranza delle condizioni sull'eredità di Priscilla: se si vara un piano che potenzialmente porta a quattro milioni di dollari, un piano che induce ad eliminare almeno due persone (forse tre, e comunque alla fine saranno quattro), ci si può permettere di non sapere tutto ciò che c'è da sapere, sin nei minimi particolari?
NERO WOLFE CONTRO L'FBI ("The doorbell rang", 1965)
Che gli Stati Uniti siano la più grande democrazia del mondo, è una balla ipocrita a cui hanno fatto e continuano a far finta di credere parecchi repubblicani. Ma ci sono state epoche in cui questa pietosa finzione ha retto meno che in altre: gli anni '50, con il maccartismo e la cosiddetta "caccia alle streghe" (= i filo-comunisti), sono stati senza dubbio una di queste epoche.
Lo stesso Rex Stout - pare - dovette affrontare certi problemi con le istituzioni, e nel romanzo in questione si concede la sua gustosa vendetta: denuncia e ridicolizza "l'istituzione" per eccellenza, il Federal Bureau of Investigation assieme al suo capo assoluto Edgar J.Hoover, colui che parafrasando il Re Sole avrebbe potuto affermare senza tema di smentite "l'FBI c'est moi".
Una ricca vedova di mezza età (che tuttavia Archie finisce per apprezzare molto) chiede l'aiuto di Wolfe per ottenere un risultato quasi impossibile: far cessare le inquietanti attenzioni dei federali che la considerano sospetta solo in base ai suoi atteggiamenti giudicati troppo liberali.
Ad Archie viene la pelle d'oca, ma Wolfe non si scompone, anche perchè il cospicuo onorario appaga benino i suoi sensi: si mette dunque all'opera e concepisce un piano complicatissimo che tuttavia alla fine raggiunge il più pieno successo.
Tanto che all'ultima pagina i Nostri potranno permettersi addirittura di lasciare fuori dalla porta Hoover in persona, dato che il visitatore (testuali parole di Archie) "non ha un appuntamento".
Il romanzo esalta al massimo il carattere "teatrale" delle storie si Rex Stout, che per la scioltezza dei dialoghi e le situazioni apparentemente paradossali di solito somigliano abbastanza a piccole commedie brillanti.
Qui però c'è anche un teatro nel teatro, perchè il grandioso imbroglio concepito da Wolfe non è altro che un copione ben realizzato, all'interno di un trama che gli fa da cornice.
E lo sberleffo più divertente, quel quid bizzarro che in Rex Stout non manca quasi mai, è il fatto che alla fin fine gli attori veri ingaggiati da Wolfe per interpretare la "sua" sceneggiata in realtà non pronunciano nemmeno una parola.
Verificare per credere: tutti quanti parlano a volontà, ma Dale Kirby e Ashley Jarvis - nascosti oppure discretamente sbronzi - sono nel romanzo assolutamente muti.
Oh, quasi dimenticavo: tra una cosa e l'altra i Nostri riescono anche a risolvere in dieci giorni un omicidio che aveva frustrato la polizia per due mesi: ma Archie doveva sdebitarsi con Cramer, che gli aveva gentilmente offerto una bottiglia di latte ed alcune informazioni, per cui alla fine i giochi sono pari.
LadyJack || 17:58 ||
martedì, 24 luglio 2007
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All'interno della sua vastissima produzione, Agatha Christie ha più volte dichiarato di preferire due romanzi in particolare: E' UN PROBLEMA e LE DUE VERITA'.
Ciò può apparire strano, dato che non si tratta di romanzi molto famosi; eppure l'autrice sostiene di averli scritti con piacere e grande facilità.
In effetti i romanzi in questione, privi come sono di personaggi fissi, possono forse deludere gli affezionati estimatori di Poirot e Miss Marple, ma un'attenta lettura porta senz'altro a capire perfettamente perchè ad Agatha Christie piacessero tanto: semplicemente, si tratta di romanzi interessanti e molto ben riusciti, e - direi - superiori alla media della scrittrice inglese.
Si tratta anche di due storie abbastanza somiglianti e ciò dimostra, da parte dell'autrice, una buona capacità di variazione partendo da uno schema semi-fisso.
Entrambi i romanzi riguardano infatti omicidi commessi all'interno di un ristretto gruppo famigliare; nel corso della ricerca che vuole portare al colpevole i personaggi assumono dimensione concreta e profondità psicologica, sotto lo sguardo indagatore di un "estaneo" che assume di fatto il ruolo del detective, perchè un detective vero e proprio non c'è.
Pian piano emergono i sentimenti - positivi o negativi - e i rapporti che legano i personaggi. E sullo sfondo l'eterna domanda che tutti quanti (compreso il lettore) si pongono: CHI E' STATO?
Ma all'interno della narrazione il problema assume anche un altro aspetto: c'è forse QUALCUNO che SA e tace? E se è così, PERCHE'?
LE DUE VERITA' ("Ordeal by innocence", 1957)
Dopo una lunghissima assenza dall'Inghilterra, il professor Arthur Calgary scopre con sgomento che se non fosse partito la sua testimonianza avrebbe potuto fornire un alibi al giovane Jacko Argyle, accusato due anni prima di matricidio.
Purtroppo ormai Jacko è morto in prigione, ma Calgary si dà da fare per riabilitarne la memoria. Spinto dal senso di colpa e dal desiderio di giustizia egli si reca anche presso la famiglia Argyle per spiegare il proprio ingrato ruolo nel destino del loro congiunto; ma là lo attende una grossa sorpresa: nessuno dei famigliari si dimostra felice o sollevato per l'innocenza di Jacko. Tutti lo avevano sempre considerato un anormale, un piccolo delinquente, e non aveva veramente sorpreso l'omicidio a lui attribuito a scopo di furto.
Presto però Calgary si rende conto che il cuore reale del problema è qualcosa di ben più inquietante: con Jacko innocente, infatti, CHI ALTRI può essere stato, se non un membro della famiglia?
E' stato uno dei figli, tutti adottivi, della vittima? L'algida Mary o Mickey, pieno di rabbia e risentimento? La problematica Hester? Tina, creola silenziosa e sempre infreddolita? O forse la fedele governante?
E che dire del marito, che voleva sposare la bella segrataria? E lei lo sapeva, e lo ha forse aiutato? Insomma, le possibilità sono innumerevoli.
In un pesante clima di reciproco sospetto, attraverso una serie di pazienti mosse che inducono il colpevole a commettere un altro delitto, Calgary approda finalmente ad una strana ma convincente verità.
E' UN PROBLEMA ("Crooked house", 1949)
Il giovane diplomatico Charles Hayward e la bella Sophia Leonides si incontano al Cairo, durante la guerra; si innamorano ma gli eventi li separano per circa due anni.
Quando si incontrano di nuovo in Inghilterra, a guerra finita, la loro felicità viene offuscata da un cupo avvenimento: muore il patriarca della famiglia Leonides, il ricchissimo nonno di Sophia, e la morte non è naturale.
Sophia, dotata di grande forza morale non meno che di sensibilità, rifiuta di sposare Charles finchè le cose non saranno chiarite; la ragazza infatti prima di tutti gli altri si rende conto che l'omicidio dev'essere maturato in famiglia, e non desidera quindi complicare il suo rapporto con Charles... tanto più che sa di essere lei l'erede universale dell'immensa fortuna del nonno.
A tutti i membri della famiglia farebbe molto comodo se il vecchio Aristides (88 anni) fosse stato avvelenato dalla giovane seconda moglie (37 anni) e dal di lei presunto amante, Lawrence Brown, il precettore dei nipotini: ma la supposizione è molto difficile da provare.
E poi, è proprio quella la soluzione giusta?
Charles, ovviamente interessato ad aiutare Sophia, inizia a curiosare... e alla fine identifica il più insospettabile dei colpevoli e il più sconcertante dei moventi.
LadyJack || 11:06 ||
venerdì, 20 luglio 2007
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Come già scritto, dal 13 luglio 2007 ogni settimana sarà in edicola un "classico del giallo Mondadori" con il settimanale "TV Sorrisi e Canzoni", ma anche con: "Panorama", "Donna Moderna", "Chi", "Grazia" e "Tu". Il prezzo è Euro 6,90.
Di seguito, indico il piano dell'opera e i titoli contenuti nelle prime quattro uscite. Altro non so, per ora, ma i libri conterranno romanzi e racconti che sono indicati nel retro della copertina di ciascun volume. Da un primo sguardo, mi dà l'idea che le raccolte siano state pensate sulla falsa riga di alcuni Omnibus Gialli Mondadori ormai fuori catalogo. Ad esempio, quello di Ellery Queen ha esattamente gli stessi titoli di un Omnibus intitolato "5 misteri per Ellery Queen".
Io ho acquistato il volume di Agatha Christie ieri. Mi aspettavo di trovare all'interno una nota introduttiva sull'autrice e sulle sue opere, cosa che di solito appare negli speciali dei Gialli Mondadori da edicola. Invece niente, solo i romanzi. Comunque è conveniente e sono soddisfatta dell'acquisto. Terrò d'occhio solo alcuni autori, sperando di trovare in queste mini-raccolte qualche romanzo o racconto che mi manchi.
13 luglio - AGATHA CHRISTIE: "Verso l'ora zero", "Le due verità", "Nella mia fine è il mio principio", Dieci piccoli indiani".
20 luglio - ARTHUR CONAN DOYLE: "Uno studio in rosso", "Il segno dei quattro", "Il mastino dei Baskerville", "La valle della paura", "Le avventure di Sherlock Holmes".
27 luglio - ELLERY QUEEN: "Sorpresa a mezzogiorno", "Il mistero delle croci egizie", "Sotto la campana di vetro", "La lampada di Dio", "Colpo di grazia".
3 agosto - JAMES ELLROY: "La collina dei suicidi", "Le strade dell'innocenza", "Perchè la notte".
10 agosto - RAYMOND CHANDLER: 5 romanzi
17 agosto - ERLE STANLEY GARDNER: 4 romanzi
24 agosto - CORNELL WOOLRICH: 4 romanzi
31 agosto - FRUTTERO & LUCENTINI: 1 romanzo
7 settembre - EDGAR WALLACE: 4 romanzi
14 settembre - ED MC BAIN: 5 romanzi
21 settembre - REX STOUT: 4 romanzi
28 settembre - JOHN DICKSON CARR: 3 romanzi
5 ottobre - DASHIELL HAMMETT
12 ottobre - P. D. JAMES
19 ottobre - JIM THOMPSON
26 ottobre - PETER CHEYNEY
2 novembre - JAMES CHASE
9 novembre - CARTER DICKSON
16 novembre - RENATO OLIVIERI
23 novembre - DONALD WESTLAKE
ArchieGoodwin || 14:08 ||
sabato, 14 luglio 2007
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IL POETA E' TORNATO ("Narrows") di Michael Connelly
[genere: thriller; ambientazione: America contemporanea]
Come il titolo italiano induce a sospettare, questo romanzo è il seguito di un altro, precedente, che si chiamava appunto IL POETA ("The Poet"): forse il libro più bello mai scritto da Michael Connelly, che pure di libri ne ha scritti tanti.
Michael Connelly è noto soprattutto come autore della serie dedicata ad Harry Bosch, prima poliziotto poi investigatore privato, poi di nuovo poliziotto: una serie quasi interamente ambientata fra Los Angeles e Las Vegas, fatta di storie spesso durissime ma sempre molto intelligenti ed umane. "Thrillers con l'anima", li ha definiti Carlo Lucarelli.
"Narrows" è il più recente volume della serie suddetta, ma contemporaneamente è anche il trait d'union con altre due ramificazioni della saga connelliana: una rappresentata proprio da "The Poet" (romanzo senza Harry Bosch benchè ambientato più o meno negli stessi luoghi) e l'altra rappresentata da DEBITO DI SANGUE ("Blood work"), l'avventura che vedeva protagonista il detective Terry McCaleb, quello stesso personaggio che - seppur ormai scomparso - anima profondamente anche la nuova storia.
Raccontare questo o qualunque altro romanzo di Michael Connelly è veramente difficile: gli eventi sono in genere complessi e ramificati; i personaggi fanno e dicono moltissime cose; le locations cambiano di continuo, tanto all'interno dell'area metropolitana di Los Angeles che fuori di essa.
Ma se piacciono le storie (io AMO le storie...) sono semplicemente libri da leggere.
Attraverso gli anni Michael Connelly ha creato (o ri-creato) un mondo in cui fatti e personaggi trovano riscontri e corrispondenze nei vari romanzi: e questa capacità di concepire una sorta di moderna "comèdie humaine" in versione poliziesca (capacità che, per certi versi, lo accomuna a Stephen King), non è certo l'ultimo o il più trascurabile dei suoi pregi.
LadyJack || 10:48 ||
sabato, 14 luglio 2007
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ABBIAMO TRASMESSO ("And be a villain", 1948)
Con il consueto brio, con la consueta ironia e il solito sarcasmo non privo di cattiveria, Archie Goodwin va a narrarci l'ennesima avventura.
Il suo sodalizio con Nero Wolfe dura ormai da una decina d'anni ma nel frattempo nulla sembra veramente cambiato: gli orari e le altre idiosincrasie del grand'uomo, i battibecchi fra lui ed Archie, la presenza di Cramer, il variegato via vai di clienti.
Forse Nero Wolfe è un po' più grasso, ma la sua preoccupazione principale rimane quella di avere abbastanza denaro per foraggiare le irrinunciabili comodità del ménage domestico.
Infatti, negativamente colpito dalla visione di una cartella delle tasse, questa volta Wolfe non accetta un caso ma se lo va addirittura a cercare, e sollecita la propria assunzione per investigare su di un omicidio commesso nel corso di una trasmissione radiofonica.
La situazione si complica ben presto, tanto che persino il sommo investigatore ci mette un po' per imboccare la strada giusta (e non parliamo poi della polizia!).
Come se non bastasse, ad un certo punto compare anche una minaccia telefonica: la voce suadente e pericolosa di colui che diventerà l'Arcinemico, e che avverte Wolfe di muoversi in modo da non toccare i suoi interessi...Si tratta naturalmenrte di Arnold Zeck.
NOTA: buona la storia, ma in occasione del suo quarto omicidio l'assassino confida davvero troppo nelle circostanze favorevoli.
NIENT'ALTRO CHE LA VERITA' ("The second confession", 1949)
Al fine di svolgere l'incarico affidatogli dal ricco cliente di turno, Wolfe spedisce Archie a stabilire una "relazione personale" con una bella fanciulla. Archie però, giunto sul posto, preferisce approfondire la conoscenza con la di lei sorella (107 cm. di circonferenza toracica...chi lo può biasimare ?!).
Quello è solo l'inizio del problema perchè i Nostri si trovano ben presto ad avere a che fare con i comunisti americani, con la malavita locale e con un cadavere "prodotto" dalla loro stessa auto, benchè non si sappia chi ci fosse alla guida.
Ma il pericolo più grave è rappresentato da quello che Wolfe considera l'Arcinemico: Arnold Zeck, altrimenti detto "X", l'uomo al quale NON bisogna assolutamente attraversare la strada.
Ovviamente Wolfe non si tira indietro, e ciò produce brutti effetti collaterali: la totale distruzione della serra a colpi di mitragliatrice, Wolfe costretto ad indossare gli stessi calzini per due giorni di seguito, ed altri danni assortiti.
Poi le cose si volgono al meglio: si scopre l'assassino e si arriva alla tregua con l'arcicriminale. Wolfe guadagna pacchi di soldi da tutte le parti, ma non è proprio tranquillo.
NELLE MIGLIORI FAMIGLIE ("In the best families", 1950)
Una donna si rivolge a Wolfe per scoprire la fonte degli illeciti guadagni del marito; il giorno successivo lei muore...e questo è l'inizio della fine, perchè le indagini portano Wolfe ad attraversare di nuovo la strada di Arnold Zeck. Questa volta però la lotta può essere solo mortale: e infatti il romanzo è insolitamente avventuroso, molto più movimentato del solito, quasi (sottolineo il QUASI) chandleriano. In realtà Rex Stout assomiglia soprattutto a se stesso... Una tappa fondamentale nella saga wolfiana...però si avverano le peggiori previsioni di Wolfe (avanzate sin dal primo volume) , ed accadono cose terribili, tra cui lo smembramento della felice famigliola della Trentacinquesima Strada: Wolfe sparisce improvvisamente nel nulla, Fritz e Theodore vengono collocati altrove ed Archie, che si sente orfano anche se non lo vuole ammettere apertamente, prima finisce in prigione, poi apre un'Agenzia Investigativa per conto suo. E per qualche mese si sente profondamente infelice, solo e abbandonato.
Poi...ma questo bisogna leggerlo, non lo si può raccontare !!!
Diciamo solo che lo sviluppo della storia a partire da metà cap.XI sarebbe piaciuto un sacco a Sherlock Holmes: forse lui stesso non avrebbe saputo far di meglio, e una certa scena verso la fine dello stesso capitolo ricorda parecchio un'analoga situazione de "La casa vuota".
Ultima annotazione (come se non ci fosse già abbastanza carne al fuoco...): nello sviluppo degli eventi giocano un ruolo fondamentale anche Lily Rowan e il suo profumo.
Per dirla con Nero Wolfe: "Santi numi !"
LadyJack || 11:02 ||
venerdì, 13 luglio 2007
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