
MISS WONDERFUL (2004) di LORETTA CHASE

“Prologo
Londra - Autunno 1817
Sua signoria Edward Junius Carsington, conte di Hargate, aveva cinque figli, cioè tre in più di quanti gliene servissero. Dal momento che la Provvidenza, tramite l’ausilio di sua moglie, gli aveva donato la benedizione di un erede robusto e di un secondogenito altrettanto sano, avrebbe quasi preferito che gli altri tre fossero stati femmine.
Il fatto era che sua signoria, a differenza di molti suoi pari, nutriva un’avversione viscerale all’accumulo di debiti, mentre i figli di un nobile, com’è noto, sono di norma tremendamente costosi. Soprattutto se, come i ragazzi di lord Hargate – avendo ereditato il bell’aspetto dei genitori, una notevole vivacità e un carattere forte – si mettevano nei guai con deprimente regolarità.
La modesta istruzione di cui avevano bisogno le ragazze aristocratiche poteva essere impartita tranquillamente a casa, mentre i ragazzi dovevano frequentare le migliori scuole private e poi l’università.
Una figlia femmina, inoltre, si poteva sposare a un costo relativamente contenuto, per diventare, poi, un problema del marito. I figli maschi, invece… beh, per farla breve, il nobile padre doveva trovar loro un posto adeguato nel mondo… oppure una moglie ricca.
Negli ultimi cinque anni i due figli maggiori di lord Hargate avevano compiuto il loro dovere nell’ambito matrimoniale. Il conte poteva quindi concentrare le proprie preoccupazioni su quella sfida a ogni umana comprensione che era Alistair Carsington, il terzogenito ventinovenne.
Sì, si poteva dire senza timore di smentita che Alistair era nei pensieri di suo padre ogni giorno, ogni ora… sotto forma di fatture intestate a suo nome.
- Con quanto Alistair spende di sarto, calzolaio, cappellaio, guantaio… per non parlare di lavanderie, pasticcerie e distillerie… potrei armare un’intera flotta – si lamentò il conte con sua moglie una sera, entrando nel letto”.
pubblicato nella collana I ROMANZI MONDADORI n. 825 - Trad. Maria Luisa Carenini
Attenzione: spoilers.
Il conte di Hargate convoca il figlio e gli mostra una lista denominata “Episodi di stupidità”, nella quale vengono elencate tutte le sciocchezze commesse dal giovane per le varie fanciulle delle quali si è innamorato negli anni, avventure che farebbero la gioia di un romanziere fantasioso. Per distogliere Alistair da queste rovinose passioni, il padre lo aveva anche spedito a fare un’esperienza militare, durata pochi, ma intensi giorni, nei quali il ragazzo si era distinto per coraggio e slancio, finendo mezzo morto nella carneficina di Waterloo. Sopravvissuto grazie all’aiuto del suo migliore amico, lord Gordmor, Alistair aveva rischiato l’amputazione di una gamba e la terribile esperienza lo aveva traumatizzato a tal punto che un’amnesia aveva oscurato tutti i suoi ricordi di quei momenti.
Tornato alla vite civile, Alistair ha smesso di fare follie per le gonnelle delle fanciulle e ha cominciato a dedicarsi con ossessione al proprio abbigliamento, causando la disperazione del padre che lo sfida con un ultimatum. Alistair dovrà trovarsi un’occupazione redditizia entro sei mesi oppure sposare un’ereditiera, altrimenti ne subiranno le conseguenze non solo lui, ma anche i suoi due fratelli minori, ai quali il padre dovrà ridurre le rispettive rendite. Questa prospettiva sconvolge Alistair, che ama i suoi fratelli e decide di mettersi in società con lord Gordmor nell’impresa di far costruire un canale navigabile nelle campagne del Derbyshire, che servirebbe da collegamento con le proprietà minerarie dell’amico, situate al nord.
Alistair viene quindi spedito da lord Gordmor a portare il proprio fascino nelle terre dei tranquilli abitanti di uno degli angoli più incantevoli di Inghilterra. L’impresa si rivela subito ardua, perché in quei luoghi abita Miss Mirabel Oldridge, appassionata zitella trentunenne, assai intelligente ed abituata ad amministrare le vaste proprietà di suo padre, la quale si oppone con tutta se stessa alla contaminazione dei paesaggi bucolici nei quali è nata. D’altro canto, Mirabel non si aspetta di subire così tanto il fascino di Alistair, di ammirare la sua mente vivace, il suo carismatico umorismo e di trovare irresistibile persino l’involontaria eleganza sensuale con cui il giovane zoppica a causa della ferita di guerra. Mirabel ha votato tutta la sua esistenza al mantenimento delle terre che la sua defunta madre amava e dipingeva ed ha preso le redini della situazione quando il padre, per reazione al dolore suscitato dalla morte della moglie, si è estraniato dalla realtà, ritirandosi nel suo mondo di studi botanici. Costretta a cavarsela da sola e ad agire facendosi rispettare da una società governata dagli uomini, Mirabel aveva rinunciato ai suoi aneliti di donna dieci anni prima, rompendo un fidanzamento ed abbandonando ogni interesse che non fosse la vita pratica di Oldridge Hall.
Alistair Carsington, vissuto sempre a Londra, giunge nel Derbyshire incapace di farsi ammaliare dalla bellezza della natura che lo circonda, ma resta subito colpito da quella di Mirabel, che lei però si ostina a celare sotto abiti fuori moda e che non le donano.
La delizia di questo romanzo sono le descrizioni dell’evanescenza del signor Oldridge, l’ossessione di Alistair per l’eleganza, che lo porta ad innervosirsi per l’abbigliamento inadatto di Mirabel e a guardarla dilaniato da una forte attrazione nei suoi confronti e dall’irresistibile desiderio di rimetterle a posto i capelli che sfuggono dalle sue disordinate acconciature, seminando forcine ovunque. Mirabel è bellissima, con la sua chioma rosso fuoco e i suoi profondi occhi blu, ma si veste con colori che non le si adattano e questo fa impazzire Alistair e distrae la sua attenzione anche nei momenti in cui è tutto intento a cercare di convincerla della bontà del suo progetto sul canale di navigazione. Del resto, il giovane Carsington è quello che si rifiuta di restare ospite ad Oldridge Hall in una notte in cui infuria la tempesta, perché il suo bagaglio è in albergo e lui non avrebbe un abito adatto per cambiarsi e scendere a colazione l'indomani… La disapprovazione di Alistair per la trasandatezza di Mirabel non gli impedisce comunque di innamorarsi perdutamente di lei, ovviamente corrisposto, ma la faccenda del canale li mette su fronti opposti. Il fatto costituisce indubbiamente un problema di una certa rilevanza. La trentunenne fanciulla, però, abituata a prendere decisioni pragmatiche, si rende anche conto di avere probabilmente l’ultima opportunità di vivere momenti appassionati con un uomo che le fa palpitare il cuore. Per cui, in una delle scene più divertenti e spiritose del romanzo, sarà Mirabel a gettarsi fra le braccia di Alistair, arrivando persino ad arrampicarsi alla sua finestra su di una scala a pioli e a sedurlo togliendosi i vestiti per consumare con lui prima di riprendere le ostilità. Le vicende che mettono alla prova i sentimenti dei due saranno anche quelle che aiuteranno entrambi a liberarsi dei propri fantasmi e permetteranno loro di avvicinarsi sempre di più, avendo scoperto di amarsi troppo profondamente per farsi distrarre da sciocchezze come canali e proprietà terriere.
Cogliendo due piccioni con una fava, Alistair scoprirà, solo dopo avere firmato il contratto matrimoniale e a due giorni dalla cerimonia, che la sua amata Mirabel è dopotutto una vera ereditiera, con una dote di ben duecentomila sterline e ciò recherà grande soddisfazione principalmente a lord Hargate, felice di avere sistemato il primo dei suoi figli cadetti non sposati. L’opera del conte potrà ora continuare con gli altri due rampolli…
Come abbiamo potuto constatare dalle prime righe del prologo, questo romanzo è un regency romance puro e l’influenza stilistica di Jane Austen è palpabile. Loretta Chase è da anni fra le più apprezzate ed abili scrittrici di romance, specializzata in questo periodo storico, che approfondisce con ricerche e studi, proprio come era solita fare la nostra amata Georgette Heyer.
MISS WONDERFUL è il primo romanzo di una saga che l’autrice ha dedicato ai fratelli Carsington e sono particolarmente soddisfatta, in questo caso, della traduzione italiana, che ha reso bene l’armonioso ed elegante fluire del racconto. E’ un libro che si legge con grande divertimento, che rilassa e delizia lo spirito. Il tocco di Loretta Chase è di gran classe, i personaggi sono ben curati e la storia, nella sua semplicità, è avvolgente e incantevole.
Mi si è aperto un mondo di letture piacevolissime e sto già facendo provviste di altri libri anche di quest’autrice.
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Un'interessante recensione del romanzo si trova a questo link: www.theromancereader.com/chase-miss.html
N.B. DA NON PERDERE: i romanzi successivi della saga, ancora inediti in Italia, sono:
MR. IMPOSSIBLE: protagonista Rupert Carsington, quarto figlio di Lord Hargate (programmato per uscire nella collana I ROMANZI MONDADORI in gennaio 2009)
LORD PERFECT: protagonista Benedict Carsington, primogenito ed erede di Lord Hargate (programmato per uscire nella collana I ROMANZI MONDADORI nel maggio 2009)
NOT QUITE A LADY: protagonista Darius Carsington
Attenzione: il post rivela il finale del romanzo
NERO WOLFE APRE LA PORTA AL DELITTO ("A Family Affair", 1975), di Rex Stout
[ Mondadori ed., 1976, 1988; Oscar Mondadori n°.1981, 2008 ]
Quasi quasi sarei tentata di dire che il romanzo non mi è piaciuto, ma non sarebbe del tutto esatto; piuttosto, l'ho trovato spiazzante, meno divertente del solito e in qualche modo spiacevolmente definitivo. Probabilmente c'entra il fatto che sia l'ultimo romanzo di Rex Stout, pubblicato pochissimo tempo prima della sua morte; ma la trama stessa non aiuta a distrarsi, grigia e crepuscolare com'è: in sostanza il romanzo è valido, non meno bello o interessante dei precedenti, ma accumula così tanti particolari tristi da risultare lievemente deludente per il lettore che si fosse invece aspettato una delle solite briose commedie narrate da Archie Goodwin.
C'è lo sfondo, innanzitutto: la storia è ambientata negli anni Settanta, e l'America è quella dello scandalo Watergate, dell'austerity e della presidenza Ford. In Rex Stout persino il maccartismo era riuscito ad assumere toni più movimentati, ma questa epoca a noi più vicina è solo molto stanca e pesante.
Tra l'altro, a ben guardare, il romanzo mostra alcuni sfasamenti cronologici che si potrebbero anche considerare "licenze poetiche" ma che comunque ci sono: siamo nel '75, il che vuol dire che Archie dovrebbe avere più di sessant'anni e Wolfe dovrebbe veleggiare nel decennio successivo. In apparenza però i due personaggi sono sempre uguali a se stessi, mentre Fritz, Theodore, Saul, Fred, Orrie e persino l'ispettore Cramer palesano una longevità occupazionale che da queste parti raccoglierebbe il plauso dell' INPS. Lily Rowan poi continua a mangiare schfezze... in compenso però di lei non viene citata nemmeno una ruga! Capisco la Heron, che ormai potrebbe essere diventata un'auto d'epoca e un pezzo da museo: ma per i Nostri il tempo narrativo è stato sin troppo benevolo.
La clemenza è invece venuta del tutto a mancare nel momento in cui l'autore ha costruito la trama: non solo piena di delitti e di mosse misteriose (il che sarebbe normale in un poliziesco), ma soprattutto dotata di un colpevole in grado di schiantare moralmente le migliori speranze di Wolfe e dei suoi, nonchè quelle del lettore. E' vero che Orrie Cather non è mai stato un personaggio particolarmente simpatico, e forse neppure affidabile: ma da qui a pensarlo davvero capace di commettere tre omicidi, ce ne corre.
Invece l'oscuro segreto del romanzo è proprio questo: l'assassino è Orrie Cather, e la cosa più interessante è vedere come Wolfe, Archie e gli altri gestiscono - e infine risolvono - la dolorosa questione.
Ma andiamo con ordine. Tutto inizia quando in una notte di fine ottobre si presenta alla porta della vecchia casa di arenaria Pierre Ducos, uno dei camerieri del ristorante Rusterman. Ad Archie che gli ha aperto, l'uomo dice di essere in pericolo di vita; però vuole parlare solo con Wolfe. Data l'ora tarda e l'evidente terrore di Pierre, Archie si risolve a farlo dormire lì, nella stanza sud del secondo piano; Wolfe, che già dorme, sarà informato il mattino seguente. Ma passano solo pochi minuti da quando Archie lascia Pierre nella stanza, e la casa viene scossa da una specie di terremoto: è esplosa una bomba e Pierre è rimasto ucciso.
La morte dell'uomo è per Wolfe un intollerabile affronto, ancor prima che un crimine da risolvere: un ottimo cameriere e potenziale cliente fatto fuori sopra la sua testa e sotto il suo tetto! Archie in più deve affrontare i sospetti di quanti - polizia compresa - ritengono che l'assassino possa essere proprio lui.
Questa volta per i Nostri non ci sono clienti nè pingui onorari, ma solo indagini private (difficili) allo scopo di lavare l'onta subita.
Si scopre che la morte di Ducos è forse legata ad una cena d'affari offerta al Rusterman dal ricchissimo Harvey H. Bassett, interessato all'industria elettronica, e forse anche al ritrovamento e alla successiva sparizione di un biglietto misterioso che Bassett avrebbe passato a qualcuno proprio quella sera.
Che ci siano di mezzo agganci con il Watergate? Wolfe quasi quasi ci spera...
Nel frattempo anche Bassett è già morto, ucciso a colpi di pistola nella sua auto; di lì a poco muore pure Lucile Ducos, la figlia di Pierre, che Archie aveva sospettato - senza poterlo provare - di essere una ricattatrice.
Tutto ciò mette i Nostri in una posizione difficile, perchè alla polizia sono state taciute molte cose; inoltre Wolfe non parla nemmeno con i suoi. Il grand'uomo infatti ha capito prima di chiunque altro chi sia il colpevolo, e il senso di tradimento subito va a mescolarsi con la preoccupazione per ciò che potrebbe fare Archie: in occasione della morte di Isabel Kerr infatti (cfr. "Invito ad un'Indagine" ovvero "Death of a Dude") Wolfe si era fidato dell'istinto per convincersi dell'innocenza di Orrie, ma adesso che palesemente questa innocenza non c'è più, si tratta anche di limitarne le spiacevoli conseguenze.
In ogni caso, ad un certo punto tutti i dubbi vengono spazzati via, mentre Archie, Saul e Fred si trovano insieme a guardare in faccia l'orribile verità, e la necessità di prendere una decisione su cosa farne di Orrie, un uomo con cui hanno lavorato e giocato a carte per anni.
La soluzione finale del problema, per quanto inevitabile e persino brillante, non sarà in definitiva molto migliore del problema stesso. 
Il più recente romanzo della saga connolliana dedicata a Charlie Parker è uscito a maggio 2008 nei Paesi di lingua inglese: Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia. Non dovrebbe tardare molto ad uscire anche in Italia; intanto quella che riproduco qui accanto è la copertina della versione britannica originale.
Quindi ho affrontato con grande curiosità la lettura dell'opera prima di Laura Kinsale, recentemente pubblicata nella collana da edicola I Romanzi Mondadori: SOLO UNA PROMESSA ("THE HIDDEN HEART" - 1986). Purtroppo l'edizione italiana è un po' rovinata da qualche errore di stampa e da sviste di traduzione. Ho appreso dai blog specializzati che i volumetti editi da I Romanzi Mondadori non rispettano l'integrità delle versioni originali, operando tagli in qua e in là, per mantenere un limite di pagine tale da non dovere sforare dal prezzo economico di 3,90 euro. A mio parere, tre o quattro euro in più non rovinerebbero nessuno e si potrebbe tranquillamente evitare di svilire e seviziare un genere letterario di tutto rispetto, che non merita di essere distorto da traduzioni approssimative e da tagli arbitrari. Mondadori avrebbe la possibilità di pubblicare questi romanzi in modo più acconcio, come ha già fatto in passato attraverso la collana Bestellers Emozioni degli Oscar e se continuasse sarebbe cosa buona e giusta. Chi ama i gialli e non ha mai letto questi due splendidi romanzi di Ellery Queen, corra subito in libreria e rimedi all'omissione.
IL PAESE DEL MALEFICIO ("Calamity town" - 1942) e L'ASSASSINO E' TRA NOI ("The murderer is a Fox" - 1945), recentemente ristampati da Oscar Mondadori, si possono sicuramente definire due capolavori del genere. Entrambi ambientati nella cittadina di Wrightsville, nella profonda provincia americana dei primi anni quaranta, ritraggono l'atmosfera tipica di quei luoghi che hanno fatto da sfondo ad alcune pietre miliari della letteratura e del cinema statunitensi. L'abilità di Ellery Queen nel costruire intrecci "impossibili" e quasi surreali si mescola qui con una vena narrativa ispiratissima, tanto che il romanzo riesce a prendere il sopravvento sulla trama poliziesca. Il famoso detective non è più un saccente scrittore che studia i crimini al microscopio con la sua mente matematica, ma un uomo con debolezze e dubbi, che soffre e sente su di sé il peso delle tragedie di cui è testimone. Attraverso i suoi occhi soffriamo e ci interroghiamo, ci dibattiamo per cogliere il perché di una situazione senza scampo e assistiamo alla spietata invadenza dei bravi cittadini di Wrightsville, che sputano le loro sentenze, macinando pettegolezzi dietro le linde facciate delle loro casette perbene.
IL PAESE DEL MALEFICIO
Ellery Queen decide di trasferirsi per alcuni mesi nella tranquilla cittadina di Wrightsville per cercare ispirazione e colore locale per il suo prossimo romanzo, presentandosi sotto lo pseudonimo di Ellery Smith. L'unico alloggio che riesce a trovare è una casa che è stata soprannominata "del malaugurio". La ricca famiglia Wright, una vera istituzione del luogo, nonché discendente del fondatore della città, è al centro di una vicenda tormentata. Il destino si è accanito prima sulla sorella maggiore, Lola, sposata e divorziata in un batter d'occhio e ora negletta ed emarginata e poi sulla seconda figlia dei Wright: Nora è una giovane dai nervi fragili che viene abbandonata alla vigilia del matrimonio dall'orgoglioso fidanzato Jim Haight, il quale rifiuta di ricevere in dono una casa ammobiliata dai genitori di lei. La casa rimane perciò vuota per tre anni e l'unico acquirente che si presenta muore misteriosamente d'infarto mentre la sta visitando insieme all'agente immobiliare. Sarà Ellery Queen a prendere provvisoriamente possesso dell'abitazione e così conoscerà i Wright, che abitano nella villa adiacente e diventerà una specie di confidente della figlia minore Patricia. Jim Haight ritorna all'improvviso, si riconcilia con Nora e le nozze vengono celebrate. Così Ellery lascia la casa "del malaugurio" ai proprietari predestinati e viene ospitato direttamente dai Wright, lieti di fornire alloggio al famoso scrittore. Tutto sembra procedere a meraviglia, quando, spostando alcuni libri che Jim si era portato da New York, Nora scopre per caso tre lettere che il marito avrebbe scritto e mai spedito, nelle quali descrive alla propria sorella i primi sintomi e poi l'aggravarsi e la morte della moglie per avvelenamento. Oltre alle lettere, salta fuori anche un libro di tossicologia, con una pagina contrassegnata che tratta degli effetti letali dell'arsenico. Ellery Queen e Patty Wright, che assistono alla strana reazione di Nora, riescono a leggere il contenuto delle lettere e cominciano a sorvegliare la situazione, ma sono incapaci di impedire quanto sta per accadere. Nelle date indicate dalle lettere si verificheranno realmente i fatti in esse descritti, con la sola differenza che la persona che morirà avvelenata non sarà Nora. Questo sconvolge non solo tutti presenti e l'intera Wrightsville, ma lo stesso Ellery Queen, che intraprenderà una dura lotta per comprendere la verità, mentre Jim Haight verrà condotto in cella e processato per omicidio.
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L'ASSASSINO E' TRA NOI
A distanza di qualche anno dalla tremenda vicenda che ha sconvolto John F. Wright e la sua famiglia, Ellery Queen si trova di nuovo immerso nell'atmosfera inquietante della piccola Wrightsville.
Davy Fox, ventenne eroe di guerra, torna a Wrightsville torturato da incubi di sangue e da un tremore alle mani che lo atterrisce. Dieci anni prima suo padre è stato condannato per uxoricidio e Davy ha sempre sentito incombere su di sé lo stesso destino tragico. Ogni notte deve lottare contro l'orrendo istinto di stringere le mani attorno al collo indifeso della sua adorata moglie Linda e ne è sconvolto. Linda, innamorata del marito e disperata per la situazione, pensa di chiedere l'aiuto di Ellery Queen. Il padre di Davy si è sempre dichiarato innocente, ma pare che l'unico ad avere l'opportunità ed il movente per avvelenare il succo di pompelmo della moglie, dieci anni prima, fosse lui e solo l'incrollabile fede di Linda, con il suo appello all'abilità di Ellery Queen, riesce a far sì che il caso venga riaperto. Come è accaduto nel precedente romanzo con i Wright, anche con la famiglia Fox assistiamo ad un eccellente approfondimento psicologico e ad un teatro di emozioni e capovolgimenti di stati d'animo che coinvolgono e affascinano. Ellery Queen arriverà alla soluzione, ovviamente, ma anche qui non potrà avere la soddisfazione di rivelarla apertamente, perché il risvolto umano sarà più forte di ogni cosa. Una vero cambiamento di rotta per l'illustre detective scrittore.
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LA FIGLIA DEL MATEMATICO ("Flowers from the storm" - 1992. Ambientazione nella Londra di metà ottocento) di LAURA KINSALE esce dall'immagine che si ha normalmente del romance storico.

Si tratta di un libro ben scritto, che coinvolge con la sofferenza e il dolore, che emoziona e commuove con la storia di una rinascita. E' anche il racconto di un amore impensabile e bellissimo: i "Fiori dalla tempesta" sono la speranza ritrovata, la luce fuori dal buco nero della malattia, l'orgoglio e la gioia di essere vivi e il sentimento che lega ad un altro essere vivente grazie al quale tutto ciò ha potuto realizzarsi. Non condivido la traduzione italiana del titolo scelta da Mondadori per l'edizione nella collana Oscar Bestsellers Emozioni, perché "La figlia del matematico" è la coprotagonista, ma il vero eroe del romanzo è lui, il duca Christian Richard Nicholas Francis Langland di Jervaulx, autoritario, arrogante, geniale, ricchissimo e libertino impenitente. Jervaulx è un insigne studioso di matematica per diletto e collabora con un anziano matematico quacchero di nome Timms per la ricerca di nuove formule e teorie che i due progettano di pubblicare. Il signor Timms è cieco da quindici anni e vive con la devota figlia Archimedea, detta Maddy e da lui affettuosamente chiamata "Tatamaddy". Le regole della comunità quacchera impongono una vita scevra dalle mollezze e da ogni lusso, dedita alle opere pie e ad una dura disciplina interiore che porti lontano da ogni tentazione. Maddy, suo malgrado, deve mantenere i contatti scientifici fra il padre e il duca di Jervaulx, perché è imminente una conferenza che i due dovranno tenere presso la London Analytical Society e così, per la prima volta, si ritrova faccia a faccia con il mondano duca nella sua sfarzosa abitazione. L'incontro fra Maddy e Jervaulx è importante, perché è l'unico momento in cui la ragazza ha la possibilità di conoscere quest'uomo con il sorriso da pirata e l'atteggiamento aristocratico, prima che una terribile malattia lo inghiottisca e lo trasformi in una tigre in gabbia.
Dopo una notte con la sua amante, Jervaulx viene sorpreso dal marito di quest'ultima e sfidato a duello. In quegli attimi comincia ad avvertire i primi sintomi: un accecante malditesta, il formicolio al braccio destro, le vertigini, lo tormentano per alcuni giorni e la mattina del duello non sarà pistola del suo avversario ad abbatterlo, ma un colpo apoplettico che lo annienterà e lo getterà nell'oblìo. La reazione di Jervaulx, che non si rende conto di quello che gli sta accadendo, appare alla sua famiglia un segno di chiara follia. Il duca non riesce a parlare, non può muovere una parte del suo corpo e non afferra le parole di chi gli sta intorno. La rabbia lo rende selvaggio, l'impotenza lo spinge a gesti incontrollati e violenti e la madre bigotta vede in queste manifestazioni il segno che la vita dissoluta del figlio lo ha portato alla punizione divina della pazzia. Le sorelle e i cognati lo credono uscito di senno e colgono la palla al balzo per sbarazzarsi di lui e rinchiuderlo in un manicomio per nobili, trovando così la scusa per intentargli una causa con lo scopo di farlo dichiarare incapace di intendere e di volere e soffiargli tutto il patrimonio e il titolo.
Maddy viene a sapere informazioni distorte sull'accaduto e crede che Jervaulx sia morto nel duello. Svanita la possibilità di una cattedra nella futura università di Londra, che il duca aveva promesso al vecchio Timms, padre e figlia accettano di trasferirsi dal cugino Edward, che gestisce il manicomio di Blythedale, con metodi, secondo lui, all'avanguardia, sostenendo che la socialità è il modo più efficace per migliorare le condizioni dei pazienti. Maddy entra a far parte dello staff come una sorta di infermiera e comincia ad esplorare i vari reparti del manicomio, imbattendosi presto nelle stanze dei cosiddetti pazienti pericolosi, che vengono tenuti rinchiusi in catene. Ed è così che le appare dinnanzi agli occhi la figura spaventata e furibonda, ma al tempo stesso altezzosa e sprezzante, del duca di Jervaulx, incatenato e tenuto a bada da un "infermiere" violento che lui ha soprannominato lo Scimmione. Maddy, ricordando com'era il duca, non può non provare un'emozione forte e il desiderio di aiutarlo a sopravvivere all'isolamento in cui lo hanno confinato. Lei si rende subito conto che Jervaulx non è pazzo e intuisce che ha bisogno della sua presenza per non diventarlo sul serio. Il suo carceriere lo tratta con crudeltà, l'apparente benevolenza del cugino Edward non impedisce che i metodi estremi di sottomissione, quali i bagni gelati, la camicia di forza, la "culla" e le bastonate nella schiena siano utilizzati per ridurre al lumicino il duca ribelle.
La descrizione che Laura Kinsale fa del mondo interiore e dei pensieri di Jervaulx è efficace e toccante. Il tormento in cui si agita la sua anima, le paure che lo attanagliano, il modo disperato ed istintivo con cui si attacca a Tatamaddy e il sentimento spontaneo di calore che le rivolge sono rappresentati attraverso pagine che credo difficilmente si possano catalogare in un genere letterario prettamente romantico, perché troppo umane e vivide e quindi universali. E' la sofferenza di chi è emarginato perché non può esprimere il proprio io, di chi vuole disperatamente il rispetto della propria dignità, di chi è smarrito e terrorizzato dai propri fantasmi e si sente cadere sempre più a fondo. Da duca a rifiuto, abbandonato dal suo mondo e dai suoi parenti, da potente invidiato e amato a creatura nuda e derisa. Solo Maddy, la piccola quacchera che non conosce differenze sociali, si avvicina a lui con la convinzione di avere avuto un "Incarico" da Dio per salvarlo. L'Incarico diventa presto un bisogno reciproco e Maddy si ritrova ad essere incapace di abbandonare Jervaulx. La storia si sviluppa attraverso la fuga dal manicomio e le ire dei parenti, finché, lentamente e grazie all'amore, l'istintivo metodo rieducativo operato da Maddy dà i suoi frutti e Jervaulx comincia ad esprimersi, a reagire e a comprendere sempre di più le parole che gli vengono rivolte. Con spasmodica forza di volontà e orgoglio, lui ricomincia ad essere il barlume dell'uomo che era e lotta per non farsi mai più sopraffare.
Il libro è lungo e intenso in ogni pagina. Il rapporto fra Jervaulx e Maddy è tenero, appassionato e al tempo stesso burrascoso e difficile, perché lei, pur essendo ormai perdutamente innamorata del duca, non riesce ad adattarsi ad uno stile di vita troppo lontano dal modo in cui è stata educata. Tatamaddy è una quacchera ostinata e questo crea alcuni problemi oggettivi. Ma è l'unica che impedirà a chiunque di violare ancora l'anima di Jervaulx e lo terrà fuori dal manicomio, aiutandolo a compiere il miracolo. Fra cadute e ricadute nella disperazione, ci sarà sempre Maddy ad abbracciare Jervaulx e, dopo varie peripezie, Jervaulx riuscirà a convincere Maddy ad essere per sempre la sua duchessa.
Un libro che vale veramente la pena di leggere. ![]()
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