No Blood at All

DARKLY DREAMING DEXTER, di Jeff Lindsay [ Orion Books Ltd., 2005 ]

Si tratta del primo romanzo dedicato alle avventure di Dexter Morgan, il killer dei serial killers. Più o meno copre gli eventi narrati anche nella Prima Stagione dell'omonima serie TV; io però ho cercato di leggerlo con mente sgombra e in ciò sono stata aiutata dal fatto che si trattava della versione originale: le mie conoscenze linguistiche sono così limitate che l'inglese può ancora sembrarmi un'eccitante scoperta.
Jeff Lindsay comunque possiede uno stile accessibile, intrigante e ricco di guizzi apprezzabili persino dalla sottoscritta: che ne dite ad esempio di un'affascinanate espressione come "so tantalizingly", che vorrebbe dire più o meno "in modo così appetitoso"... e - pensato da Dexter - vi lascio immaginare a cosa possa riferirsi!
Nell'originale inoltre si può ripetutamente trovare un giochino che la traduzione italiana perde senza rimedio: la tendenza da parte dell'autore ad usare allitterazioni in "d" alle quali accodare il nome di Dexter, quasi dei piccoli tautogrammi, così come avviene anche in tutti i titoli dei romanzi. Tra le pagine si trovano quindi espressioni come:
- dear dazed Dexter
- dull dim Dexter
- dear decimate Dexter
- dear dark Dexter
- deftly dreaming Dexter
- e la mia preferita: deeply dead Dexter dating debutante doxies (in relazione ai suoi dubbi su di un appuntamento con Rita).
Funny silly moments!
La cosa migliore rimane comunque la voce stessa di Dexter, alla quale viene affidata la narrazione: scanzonata, sarcastica, crudele e sincera, capace tanto di descrittività quanto di introspezione. Magnifici panorami e uccisioni rituali si alternano alle considerazioni del protagonista su se stesso, sulle cose e sugli esseri umani, che spesso suscitano perplessità e stupore con i loro alieni comportamenti e le altrettanto aliene emozioni.
Dexter sarà pure una sorta di guscio vuoto, una perfetta imitazione di essere umano, ma quando si tratta di usare le parole, la simbiosi identificativa tra lui ed il suo autore funziona magnificamente, catturando il lettore con ciò che gli viene fatto scorrere sotto gli occhi e nella mente: tiepide notti di plenilunio, afose giornate di traffico omicida, bizzarre indagini su squartamenti dei quali nessuno si stupisce poi troppo, gare di astuzia e di aggiramento in cui l'istinto animale conta quanto - e forse più - dell'intelletto.
Miami al massimo del proprio splendore, ed un simpatico assassino che fa davvero del suo meglio per comportarsi da bravo ragazzo.

TRAMA: Dopo una serie di appostamenti durati alcune settimane Dexter cattura quella che si scoprirà essere la sua trentasettesima vittima: si tratta di Padre Donovan, un pedofilo già responsabile della scomparsa di numerosi bambini, tutti orfani ospitati in una struttura da lui gestita. Solo a Miami, le vittime del prete sono almeno sette: Dexter pone l'uomo di fronte ai cadaveri recuperati, poi (come dice lui) si mette al lavoro.
Questa uccisione, come tutte le altre, risponde al cosiddetto "codice di Harry", l'insieme di regole che il padre adottivo ha inculcato a Dexter per permettergli di essere un assassino di utilità sociale e per impedirgli di essere preso: Dexter uccide altri assassini, è estremamente cauto e cancella ogni traccia, conservando di ciascuna vittima solo una goccia di sangue su di un vetrino.
Del resto, se c'è qualcuno che sa come gestire le prove, quello è proprio Dexter, cha a ventotto anni è un apprezzato agente della Polizia Scientifica, un analista che si occupa di tracce ematiche.
Dexter insomma conduce una interessante doppia vita, mentendo a tutti tranne che a se stesso.
Un giorno riceve una chiamata da parte della sorella Deborah, a sua volta poliziotta della Buoncostume: nella zona dei motels sulla Tamiami Trail sono stati ritrovati dei resti umani, gambe femminili fatte a pezzi.
Il caso è stato affidato al detective LaGuerta, donna ambiziosa ma non molto capace, e Deb, che lavorava in zona sotto copertura, pensa possa essere arrivata l'occasione per una promozione. Deb odia il lavoro alla Buoncostume, che la costringe ad andare in giro abbigliata come una prostituta; vuole passare alla Squadra Omicidi e chiede l'aiuto di Dexter per risolvere il caso.
La ragazza non conosce la reale identità del fratello, sa però che Dexter possiede un istinto infallibile sui serial killers, qualcosa che lei colloca quasi al confine con il paranormale, ma che in realtà gli deriva dal fatto di essere lui stesso un serial killer: Dexter sa esattamente come funziona la mente di un assassino e quali sono tutte le mosse possibili.
Ovviamente Dexter non rifiuta di aiutare Deb perchè conosce i suoi problemi e, come dice lui, vorrebbe vederla felice. Anche se non è disposto ad ammetterlo, per Deb nutre un certo affetto: pensa a lei come "povera piccola" ("poor child") se è in vena di paternalismo, ma più spesso la definisce "my only sister", la mia unica sorella. Dexter crede di non avere sentimenti, ma nei confronti di Deborah, alla quale è unito anche dal ricordo di Harry, ne ha eccome.
Inoltre l'intrigante caso del nuovo serial killer finisce per assumere una valenza molto personale: sin dall'inizio Dexter rimane affascinato dalla "pulizia" nello stile delle uccisioni, dalla precisione chirurgica delle incisioni, dalla totale mancanza di sangue; nel primo ritrovamento, e in quelli che poi seguiranno, riconosce un tocco artistico che gli provoca qualcosa di molto simile all'invidia. Per breve tempo è tentato di trovare il killer per se stesso, per conoscerlo meglio ed imparare da lui, poi però sente il richiamo del dovere e ricorda ciò che ha promesso a Deb.
Mentre il detective LaGuerta si accanisce su piste inconsistenti, Dexter si avvicina molto di più al killer, che ad un certo punto sembra quasi provocarlo, chiamandolo ad una sfida: si fa inseguire, si introduce nel suo appartamento e nella sua auto, gli lascia indizi macabri e misteriosi (la Barbie a pezzi nel frigorifero, che compare anche nella serie TV).
E per Dexter si apre una profonda crisi: inizia a fare sogni strani ed inquietanti che lo fanno sentire sempre più prossimo al killer. C'è una comprensione sin troppo profonda, una sorta di identificazione, tante cose difficili da spiegare: Dexter, che sa di essere "decisamente sociopatico ed occasionalmente omicida", comincia a credere di poter essere anche pazzo; comincia a chiedersi se per caso il killer non è lui stesso che agisce in stato di sonnambulismo e di incoscienza.
Tutto questo avrà poi una spiegazione, perchè in effetti il killer possiede un preciso legame con Dexter e il suo operato non ha fatto altro che riportare alla luce ricordi lontani, un passato sepolto del quele Dexter non era nemmeno consapevole.
Il killer infatti è suo fratello Brian ed il passato sepolto - dal quale entrambi sono usciti con una netta inclinazione omicida - ha a che fare con l'uccisione della loro madre, fatta a pezzi con una sega elettrica all'interno di un container nel porto di Miami. L'unica differenza tra i due fratelli consiste nel fatto che Dexter, adottato da Harry Morgan, è in qualche modo riuscito ad incanalare e a dominare le proprie pulsioni; Brian invece, più grande di due anni e all'epoca della tragedia affidato ai Servizi Sociali, non ha ricevuto nessun tipo di aiuto.
Ora il fratello maggiore vuole riunirsi al minore e ricostituire la famiglia: l'ultima mossa è il rapimento di Deborah, che nelle sue intenzioni dovrebbe diventare la loro prima vittima in comune.
Dexter è fortemente tentato di unirsi al fratello, di abbandonarsi al senso di appartenenza, alla gioia di aver trovato qualcuno che è esattamente come lui, che lo capisce e al quale non sarebbe necessario nascondersi: però si accorge che semplicemente non può uccidere Deb.
In un drammatico epilogo durante il quale Dexter lotta duramente con se stesso e con il ricordo di Harry, si inserisce anche l'arrivo del detective LaGuerta che, insospettita, lo aveva seguito.
Dexter nega definitivamente la possibilità di uccidere la sorella, però lascia fuggire Brian che prima di andarsene avrà comunque la sua vittima: il funerale con il quale si conclude il romanzo è quello del detective LaGuerta, eroicamente caduta nell'adempimento del dovere (anche se in realtà la donna non aveva capito quasi niente e si era soltanto trovata nel posto sbagliato al momento peggiore).
Deb invece, che ora conosce un po' meglio il fratello ma che fingerà di averlo dimenticato, viene finalmente promossa alla Omicidi come aveva desiderato.
Dexter per parte sua, recuperata la tranquillità, si dice che alla fine le cose potranno tornare ad essere come erano sempre state, sotto la luce brillante di quella luna che lui tanto ama.


DIFFERENZE - Accanto al filone principale della trama che illustra gli omicidi del serial killer di turno e la relativa indagine, il romanzo lascia largo spazio anche per la costruzione del personaggio protagonista, tanto per ciò che riguarda il presente di Dexter quanto per ciò che riguarda il suo passato.
Ci sono numerosi flashback nei queli viene recuperato lo straordinario rapporto che Harry Morgan aveva saputo instaurare con il figlio adottivo, c'è la rievocazione del primo omicidio di Dexter ai danni dell'infermiera assassina e c'è - verso l'epilogo - la rivelazione del traumatico episodio riguardante la morte della madre: ricordi prima confusi, poi via via più precisi.
Ma c'è anche il Dexter del presente che - sorpreso e perplesso - si trova a meditare sul come e sul perchè ha finito per fare sesso con Rita.
Tutte queste cose compaiono anche nella serie, con l'unica differenza data dalla necessità di estendere trecento pagine in una ventina di episodi: in TV gli eventi procedono più lentamente e si svolgono in maniera ben più articolata, molti di essi tuttavia rispettano il significato originario.
Nel passaggio dalla pagina scritta allo schermo ci sono però un paio di personaggi che subiscono cambiamenti abbastanza radicali.
Uno è il personaggio del detective Migdia LaGuerta: tra romanzo e serie TV le uniche cose di lei che rimangono invariate sono il nome, la professione e l'origine cubana: per il resto, potrebbe trattarsi di donne appartenenti a due pianeti diversi. Mentre LaGuerta letteraria è una maneggiona ambiziosa e politicamente abile, un detective mediocre, con un gran gusto per l'abbigliamento ma scarsa inclinazione per l'investigazione intelligente, il suo corrispondente televisivo risulta ben più positivo: si tratta sempre di una donna bella, forte ed elegante, ma anche di un buon poliziotto, benchè la sua carriera non sia del tutto priva di ombre.
In TV il detective LaGuerta viene silurata per motivi politici e perde il suo posto a capo del Dipartimento, nel libro il personaggio viene fatto fuori in maniera un po' più letterale.
L'altra grande differenza riguarda poi il personaggio di Brian, che in TV beneficia di un interessante e graduale sviluppo (è un chirurgo ortopedico ed instaura una forte relazione con Deborah) mentre nel romanzo viene allo scoperto solo nella parte finale: è un importatore, è stato in prigione e fisicamente somiglia a Dexter molto più di quanto non accada nella serie.
Benchè il romanzo sia bello e ben costruito, direi che relativamente all'epilogo la soluzione televisiva risulta quasi superiore: lì Brian non fugge, ma viene elegantemente "punito" dal fratello. Al pari di tutti i serial killers nei quali si è già imbattuto, Dexter lo uccide con un'arma da taglio, per una volta simulando un suicidio anzichè smembrare e disperdere il corpo.
Nell'uno e nell'altro caso le azioni di Dexter rispondono comunque alla necessità di mettere al sicuro Deborah, anche se in TV la soluzione è più certa e definitiva. Inoltre, mentre nella serie Deborah dopo esser stata rapita viene drogata e non può quindi vedere o sentire ciò che passa tra i due fratelli, nel libro la ragazza è sì immobilizzata ma perfettamente cosciente: ha dunque modo di assistere a ciò che sta accadendo e di capire che Dexter non ha esattamente le mani pulite.
Sarà un "piccolo" grumo di polvere nascosto sotto il tappeto...
Qui le due versioni della storia finiscono insomma per collocarsi in ambiti nettamente separati; sembra infatti che a partire dalla Seconda Stagione la serie non sia più basata sui romanzi, ma su trame originali appositamente sviluppate.
Sono curiosa di verificare.


- Il romanzo è disponibile anche in versione italiana: "La Mano Sinistra di Dio", Sonzogno ed. (2009), che corrisponde a "Dexter il Vendicatore", Giallo Mondadori n.°2971 (2009).

LadyJack || 15:16 || sabato, 31 ottobre 2009
commenti (4)
Commenti
#1    01 Novembre 2009 - 13:12
 
Non sapevo che fosse uscito anche per IL GIALLO MONDADORI. Secondo me la cosa migliore quando una serie é tratta da un libro é leggere prima quest'ultimo. Di solito rimango sempre delusa.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Hatshepsut81

#2    02 Novembre 2009 - 11:06
 
Non è escluso che pian piano tutti i romanzi della serie vengano tradotti e pubblicati anche da noi, magari proprio nella collana Mondadori o per le edizioni Sonzogno.
Io comunque penso che continuerò a leggere le versioni originali, così non dovrò aspettare troppo, nè confrontarmi di volta in volta con traduttori differenti.
Jeff Lindsay è un autore che sto imparando ad apprezzare, non solo per le storie in sè ma anche per il suo nerissimo senso dell'umorismo.
Come già ho sostenuto più volte, rispetto ai romanzi i relativi film o le relative serie TV risultano sempre inferiori: il lettore, meno libero con la fantasia di fronte all'immagine, rimane immancabilmente deluso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LadyJack

#3    03 Novembre 2009 - 14:41
 
Brraaaavaaa!! Leggi in originale. E' cosa buona e giusta. Io sono entusiasta della lettura in lingua inglese.  Dà un sacco di soddisfazioni e si ha la certezza di avere colto l'opera fino in fondo per com'è realmente.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArchieGoodwin

#4    05 Novembre 2009 - 16:58
 
Sì, ormai mi sono lanciata in questa direzione "filologicamente corretta" e temo che mi sarà praticamente impossibile recedere.
Ovviamente lo sapevo anche prima che leggere le versioni originali è preferibile, ma avendo provato e soprattutto avendo verificato che ce la posso fare non solo in castigliano ma anche in inglese, da ora in poi alcuni autori smetterò certamente di leggerli in italiano (anche perchè a volte le traduzioni mancano proprio... ).
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente LadyJack

Commenti
|| commenti (4) (popup)