
LA TORRE NERA ("The Black Tower", 1975), di P. D. James [ Mondadori ed., 1992; trad. di Anna Solinas ]
E' sempre bello ritrovare i vecchi amici, e P.D.James è una vecchia amica. In passato ho letto - e riletto - tutti i suoi romanzi, e anche se di recente l'ho un po' trascurata, non ho comunque smesso di apprezzarla.
Tra i suoi romanzi i miei preferiti sono sempre stati quelli con l'ispettore Dalgliesh (Cordelia Gray mi è un po' meno simpatica) e tra questi "La Torre Nera" è senz'altro uno dei migliori. E' tutt'altro che recente, ma già vi si trovano quasi tutti gli elementi pregevoli che compariranno qua e là anche nei libri successivi: l'indagine poliziesca poco spettacolare, quotidiana e quasi minimalista; lo sguardo sui fatti affidato al protagonista, che ne è interprete e filtro contemporaneamente; l'attenzione al lato umano e psicologico; la bellezza dei paesaggi (qui in una zona costiera, altrove in campagna, ma qualche volta anche in piena Londra); la concentrazione della vicenda in una piccola e spesso ambigua comunità; il peso della tradizione, sia essa religiosa, storica o letteraria.
Nei romanzi di P.D.James c'è tutta l'Inghilterra del secondo Novecento, ci sono un sacco di ecclesiastici e tanti ricordi di Trollope (le due cose ovviamente hanno uno stretto rapporto). Ci sono infinite memorie vittoriane e quasi altrettante architetture (vere o apocrife) di Christopher Wren.
Ci sono soprattutto numerosi crimini, tra cui naturalmente moltissimi delitti... sennò che gialli sarebbero?! Ma anche su questo l'autrice, alla quale interessa il Male nelle sue varie e sfuggenti manifestazioni, riesce ad esercitare la propria intelligente ambivalenza: ci sono delitti creuenti - a volte quasi casuali, a volte addirittura opera di serial killers - delitti comunque palesi, ma anche delitti così lineari e impalpabili da far dubitare della loro effettiva natura.
Nel romanzo in questione ad esempio, quattro dei cinque omicidi che vi compaiono potrebbero essere nell'ordine: suicidio, morte naturale, di nuovo morte naturale, suicidio. E persino l'ultimo, se l'assassino fosse riuscito a portare a termine il suo piano, avrebbe potuto passare come un gran brutto incidente...
TRAMA: L'ispettore Adam Dalgliesh è in convalescenza: ha trascorso in ospedale un lungo e brutto periodo, credendosi condannato a morte da una diagnosi snza speranza che tuttavia alla fine si è rivelata errata. La malattia lo ha comunque indebolito nel fisico e nello spirito, tanto che l'ispettore ha maturata la decisone di lasciare la polizia: ormai si sente troppo stanco per continuare ad indagare, fronteggiando le debolezze ele cattiverie umane. Il suo lavoro gli sembra un peso eccessivo, non lo interessa più.
Prenderà un paio di settimane per riposare e riflettere, poi rassegnerà le dimissioni. Nel frattempo coglierà l'occasione per recarsi sulla costa del Dorset a trovare un vecchio ecclesiastico che conosceva da ragazzo e che ora, dopo tanti anni di silenzio e di lontananza, gli ha scritto chiedendo un incontro. Padre Baddeley ha vagamante accennato ad un problema su cui vorrebbe avere l'opinione di un esperto, ma per lettera non ha aggiunto nient'altro.
Dalgliesh parte così per il Dorset e per Toynton Grange, l'istituto dove l'anziano padre svolge le sue mansioni ecclesiastiche.
Toynton Grange, non lontano da Wareham, è in realtà una vasta tenuta di proprietà dell'ascetico Wilfred Anstley: c'è un grande edificio principale in stile georgiano (con molte aggiunte successive) adibito a residenza per malati cronici ed incurabili, poi dal lato più vicino alla costa ci sono quattro cottages affittati ad altrettanti inquilini più o meno legati all'istituto: nel cottage Speranza abita padre Baddeley, nel cottage Fede abita Millicent Hammitt, la sorella vedova di Wilfred, e nel cottage Carità abita il dottor Eric Hewson con la moglie Maggie.
Nel quarto e ultimo cottage abita invece un ricco scansafatiche londinese, Julius Court, al quale occasionalmente piace ostentare arie da filantropico benefattore. Nella parte più impervia, quasi a ridosso della scogliera, sorge infine la Torre Nera, uno strano edificio rivestito di scaglie di scisto (da cui il nome e il colore), gravato dal ricordo di un'antica tragedia: il nonno di Wilfred vi si era suicidato, murandosi vivo nella stanza più alta, dopo aver sviluppato - così pare - un millenarismo cupo e apocalittico.
Le questioni religiose in ogni caso continuano ad aver un certo peso per gli Anstley: lo stesso istituto corrisponde ad una specie di voto fatto da Wilfred che, miracolato a Lourdes e guarito da una sclerosi multipla, non si è converito al cattolicesimo (semmai alla New Age... ), ma ha comunqua voluto dare a Dio qualcosa in cambio: la sua tenuta e la sua opera a favore dei malati.
Tutto questo, assieme a molto altro, Adam Dalgliesh lo apprenderà durante il soggiorno a Toynton; appena arrivato però lo attende sostanzialmente solo una brutta sorpresa: pochi giorni prima padre Baddeley, da tempo malato di cuore, è morto serenamente nel sonno. Non sarà più possibile sapere perhè lo aveva chiamato, e forse è queta la cosa che disturba maggiormante l'ispettore: il dolore per la morte di padre Baddeley è relativo dato che i loro rapporti non erano più particolarmente stretti, ma l'incertezza sulla reale portata del problema che desiderava sottoporgli è peggiore.. anche se probabilmente non si trattava di una cosa davvero importante.
Accanto alla perplessità iniziale ben presto compare però qualcosa di diverso: benchè non voglia ammetterlo nemmeno con se stesso, Dalgliesh ha colto tanti piccoli particolari discordanti che non lasciano del tutto tranquillo il suo istinto di poliziotto: potrebbero avere spiegazioni normalissime... oppure potrebbero indicare che la morte di padre Baddeley non è poi stata così naturale come pretendono i testimoni e la stessa autopsia.
Approffitando del fatto che il padre gli ha lasciato in eredità la sua biblioteca - parecchie centinaia di augusti tomi che vanno catalogati e selezionati - Dalgliesh decide di fermarsi qualche giorno al cottage Speranza, per vedere come evolvono le circostanze. Anche se la cosa non lo riempie di entusiasmo, fa così la conoscenza con tutti gli abitanti di Toynton: Wilfred, Millicent e Julius, innanzitutto, ma anche i malati ed il personale.
I pazienti ricoverati sono soltanto quattro: la pia ed anziana signorina Grace Willison; la giovane Ursula Hollis, alla quale la malattia ha rovinato un matrimonio che sembrava felice; Jennie Pegram, petulante egocentrica e frustrata; e infine Henry Carwardine, al quale la malattia ha troncato una brillante carriera diplomatica. Un quinto invalido, Victor Holroyd - cinico e insopportabile, ridotto come tutti gli altri a vivere su di una sedia a rotelle - si è suicidato poco tempo prima, gettandosi dalla scogliera.
Il personale è poi costituito dal tuttofare Philby, dagli infermieri Dorothy Moxon, Helen Rainer e Dennis Lerner, e dal dottor Eric Hewson, un medico incerto e spaurito, la cui moglie Maggie, una bionda tinta ed esuberante, non nasconde il desiderio di andarsene al più presto per cambiare vita.
Mam mano che approfondisce la conoscenza dei luoghi e delle persone Dalgliesha trova ulteriori motivi di dubbio e di riflessione: l'istituto non naviga in buone acque e la piccola eredità di padre Baddeley è solo una boccata di ossigeno; Philby, Dot Moxon e lo stesso dottor Hewson non hanno un passato irreprensibile e si trovano lì solo perchè costano poco, dato che nessun altro vorrebbe mai impiegarli. Forse tra l'infermiera Rainer e il dottore c'è una tresca amorosa; l'infermiera Moxon ha un debole per Wilfred, il quale dal canto suo ha avuto una disputa con la sorella a proposito del testamento del nonno. Infine Maggie Hewson credeva che avrebbe ereditato da Victor Holroyd abbastanza soldi per andarsene, ma è rimasta delusa.
Nell'istituto circolano lettere anonime oscene e cattive ma apparentemente prive di scopo, e intanto permangono i dubbi su ciò che stia davvero succedendo.
Poi accadono altri fatti spiacevoli: Wilfred rischia di morire bruciato all'interno della Torre Nera, Grace Willison muore nel sonno (e il lettore sa chiaramente che è stata uccisa), Maggie Hewson si impicca nella cucina del suo cottage, una preziosa scultura appartenete a Julius Court viene fatta a pezzi con un martello.
Wilfred Anstley decide infine di portare a termine ciò già da tempo progettava: la cessione di Toynton ad una Fondazione che ne proseguirà l'opera, con mezzi più ampi e scopi più precisi.
Mentre i residenti di Toynton Grange si apprestano a partire per quello che sarà il loro ultimo pellegrinaggio collettivo a Lourdes, l'ispettore coglie finalmente il disegno criminoso in atto nella sua interezza: metterà a repentaglio la vita per fermare il colpevole, ma l'epilogio della vicenda gli ridarà anche forza ed entusiasmo sufficienti per continuare a voler essere un poliziotto.
Un buon poliziotto all'altezza della propria missione.

Roy Marsden, che rivestì in TV i panni dell'ispettore Adam Dalgliesh.
Per maggiori informazioni sul personaggio, si veda: en.wikipedia.org/wiki/Adam_Dalgliesh