Consigli per gli acquisti

La tv britannica è da sempre la mia fonte principale di godimento. Fin dalla più tenera età, sono stata avvinta dagli sceneggiati made in U.K., che la nostra Rai trasmetteva in bianco e nero, spesso e volentieri. Erano tempi gloriosi, in cui la televisione aveva gli indici di gradimento e la qualità prevaleva sempre e comunque. Oggi ci sono frequenti cadute di tono, perché il mondo è cambiato ovunque, ma la BBC e la ITV continuano ugualmente a proporre meravigliosi sceneggiati in costume, tratti da classici della letteratura, che sono tipici del gusto e della tradizione di quel Paese.
Purtroppo per noi, a parte qualche incursione ad opera di Sky, difficilmente riusciamo ad avere sui nostri schermi le versioni tradotte di queste piccole perle e dobbiamo ricorrere ai dvd in lingua originale. Acquistarli è abbastanza agevole anche online, attraverso i tanti siti disponibili, fra cui uno dei più famosi è
www.amazon.co.uk/ , anche se, personalmente, preferisco farmi una piccola lista e attendere il prossimo (spero!) viaggio oltremanica.

I consigli per i miei acquisti comprendono questi dvd:


BRIDESHEAD REVISITED - Complete Series [DVD] [1981]
prodotto dalla ITV
Un capolavoro basato sul romanzo di Evelyn Waugh,
che lanciò Jeremy Irons e che aveva nel cast Laurence Olivier e Claire Bloom





















THE COMPLETE FORSYTE SAGA - [DVD] [2003]
La curiosità, per avere letto recentemente lo stupendo romanzo
di John Galsworthy, mi porta a desiderare di vedere questa serie della BBC.










Elizabeth Gaskell è una scrittrice purtroppo sconosciuta ai più in Italia,
dove i suoi romanzi non sono stati mai tradotti.
Eppure è molto amata in Inghilterra e fa parte dei classici
anche per quanto riguarda le versioni televisive delle sue opere.
Di lei possiedo i libri (in inglese) da cui sono tratti questi due sceneggiati,
ma sono colpevole di non averli ancora letti.
Mi riprometto di farlo quanto prima e, nel frattempo, metto in lista questi dvd:

NORTH AND SOUTH - Complete BBC Series [DVD] [2005]
CRANFORD - Complete BBC Series [2007] [DVD]



Non tratto da un romanzo, ma caro alla mia memoria,
perché trasmesso in Rai quando ero molto giovane,
questo classico farà parte della mia bacheca.
UPSTAIRS, DOWNSTAIRS - The Complete Series [DVD] (2008)









THE DUCHESS OF DUKE STREET 
Series 1 Vol. 1 & 2
Series 2 Vol. 1 & 2
[DVD] [1976]  (2003)


Era in onda alla fine degli anni '70 anche sulla Rai, ma non l'ho mai visto.
Basato sulla vera storia di Rosa Lewis,
che da semplice cuoca finì per gestire il Cavendish Hotel di Jermyn Street a Londra,
luogo a me assai caro, perchè vi ho alloggiato per ben due volte durante le mie escursioni in quella città.


Consigli per i vostri acquisti, perché io ce li ho già:

WIVES AND DAUGHTERS -  [1999]  DVD
Di questo sceneggiato bellissimo, tratto dal romanzo incompiuto
di Elizabeth Gaskell, ho la VHS.









E, per chi ancora non lo sapesse, il mio non plus ultra resta sempre questo:

POLDARK
Series 1 - Part 1 [DVD] [1975] (2003)
Series 1 - Part 2 [DVD] [1975] (2003)
Series 2 - Part 1 [DVD] [1975] (2003)
Series 2 - Part 2 [DVD] [1975] (2003)
Tratto dai romanzi di Winston Graham.
Compratelo, vedetelo e rivedetelo. Non ve ne pentirete!!!!






Ovviamente, gli sceneggiati che amo sono anche le varie versioni dei romanzi di Jane Austen e la Jane Eyre di recente produzione BBC, ma ne parlerò in un'altra occasione. Per fortuna li ho tutti, anche grazie a Sky che li ha riproposti da poco.

ArchieGoodwin || 22:08 || sabato, 04 aprile 2009
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POLDARK - Second BBC series: 13 episodes – 1977

La seconda serie televisiva che narra la saga di POLDARK presenta alcune novità. Alcuni personaggi hanno cambiato l’interprete: fra questi il dottor Enys, che ha ora le sembianze di Michael Cadman e sono diversi anche i volti di Nicholas Warleggan e del banchiere Pascoe. Anche la vicenda si fa via, via più complessa, portando alla ribalta altre storie e non è più completamente incentrata sulle figure di Ross e Demelza. Considerando che l’adattamento tv si basa sui primi sette romanzi di Winston Graham e avendo io avuto finalmente l’opportunità di mettere le mani su quattro di essi (per ora, perché altri sono in arrivo), ho potuto constatare quanto l’opera degli sceneggiatori sia stata ammirevole nel tentativo di rendere appieno il cuore e i colori di una trama corposissima. Probabilmente la seconda serie risente della necessità di comprimere in alcune ore un maggior numero di storie ed il finale dello sceneggiato risulta leggermente improvviso e “troncato”, come in effetti è, dato che la vicenda sulla carta prosegue per altri cinque volumi…
I romanzi di Poldark e precisamente l’ottavo, intitolato “The stranger from the sea”, sono stati ripresi nel 1996 dalla rete ITV, con una miniserie di due ore, che non è riuscita però a rinverdire la gloria dei 15 milioni di spettatori a puntata registrati all’epoca da Robin Ellis e soci. Parte della “colpa” della tiepida accoglienza del pubblico inglese nei confronti di questa versione è derivata dal fatto che gli interpreti di Ross e Demelza non erano quelli originali e non è bastato l’appeal di Ioan Gruffudd (mio mitico “Hornblower”) nei panni di Jeremy Poldark ad attirare un maggiore interesse.

Ma, tornando al 1977, ecco un riassunto della seconda parte della storia sceneggiata dalla BBC.
Ross ritorna dalla guerra in Francia e scopre che Elizabeth e George Warleggan ora hanno preso possesso di Penrice, la dimora della sua decrepita zia, Agatha Poldark, la quale viene mal tollerata da George e per ripicca lo punzecchia in tutti i modi possibili, mandandolo su tutte le furie. La notte in cui Elizabeth dà alla luce il piccolo Valentine è proprio Agatha a lanciare un fatale anatema su George, ricordandogli la superstizione popolare che vuole un destino funesto per chi nasce “under a black moon”, cioè sotto un’eclissi di luna. George è molto colpito da questo presagio e l’odio nei confronti dei Poldark lo attanaglia sempre di più. In questa vicenda si annida uno dei tarli che accompagneranno le vite dei due rivali. Ma, prima che il sospetto si affacci nelle loro menti, è Prudie che, durante uno dei soliti rimbrotti nei confronti del marito Jud, si lascia sfuggire il dubbio sulla paternità di Valentine, nato un mese in anticipo…
Nel frattempo Ross, a cui è impedito di avvicinarsi a Penrice, cerca il modo di liberare l’amico dottor Enys, prigioniero dei francesi. Il primo tentativo avrà un esito quasi mortale: l’aggancio di Ross in Francia si rivela un traditore e il nostro capitano viene arrestato con l’accusa di essere una spia. La storia ci testimonia che quelli erano momenti assai pericolosi per l’aristocrazia in disgrazia e un inglese, si sa, non parteggiava mai per la rivoluzione. Per cui Ross finisce davanti ad un plotone d’esecuzione e sta per essere fucilato, quando un connazionale intrallazzato con i francesi riesce a toglierlo dai pasticci. Ross sbircia il dottor Enys nel campo di prigionia e torna a Nampara a pianificare il secondo tentativo di liberarlo.
Nel frattempo facciamo la conoscenza di due dei fratelli di Demelza: Sam e Drake Carne, due bravi ragazzi, di cui il primo è un seguace e predicatore della chiesa metodista, mentre il secondo ha la tendenza a cacciarsi nei guai per motivi di cuore, come presto si vedrà. Elizabeth Warleggan ha fatto giungere a Penrice la cugina orfana Morwenna perché faccia da istitutrice al giovane Geoffrey Charles (il primo figlio, avuto dal defunto Francis Poldark). Un giorno, mentre Sam e Drake attraversano il sentiero che passa per le terre proibite di Warleggan, incontrano Morwenna e Geoffrey Charles e Drake cade innamorato della pudica pulzella come una pera cotta. Ovviamente ci saranno incontri segreti, con la benedizione del giovane virgulto Poldark, che ha in gran simpatia Drake, ma non ci sono speranze per un’unione che non ha i crismi necessari alla posizione sociale della ragazza. Warleggan si mette in mezzo appena ha il sentore della cosa, aggravata dal fatto che Drake è il cognato di Ross e quindi trova il modo di costringere la povera Morwenna a sposare il viscido e pervertito reverendo Osborne Withworth. Questa specie di lombrico obeso sbava per due cose: i soldi e il sesso e impone alla malcapitata moglie una sorte di costrizioni odiose alle quali lei presto si ribella. Dopo avere dato alla luce con disgusto un figlio, Morwenna si rifiuta di farsi toccare nuovamente da Osborne, mandandolo in bestia. Ma in soccorso del reverendo maniaco giunge la sorella sedicenne di Morwenna, Rowella, ospite per un periodo a casa dei Withworth. Il lascivo individuo intreccia infatti con la ragazza una storia di sesso che lo porterà alla rovina: lei per un po’ lo asseconda e cede alle sue avances, ma poi comincia a ricattarlo, facendogli credere di essere rimasta incinta di lui. Rowella presenta quindi ad Osborne un bibliotecario che è disposto a sposarla, ma che, in combutta con lei, estorce al reverendo un’ingente somma di denaro come dote per il matrimonio riparatore. In realtà la ragazza non è incinta e continuerà anche dopo, all’insaputa del marito, a fornicare con il reverendo, solo per farsi nuovamente pagare. D’altro canto Osborne continua a trovare chiusa la porta dell’alcova di Morwenna. Anzi, questa è giunta a minacciarlo di uccidere il loro figlio, se lui continuerà a tentare di varcare quella soglia per metterle di nuovo le mani addosso. Brrr!
Demelza dà alla luce una bambina: Clowance.
Al secondo tentativo, Ross e i suoi fidi seguaci riescono a strappare Dwight Enys alla turpe cella in cui stava marcendo, trascinandolo via e seminando guardie francesi morte qua e là sulla via verso la barca che li attende per riportarli a casa. Al gruppo si unisce un altro fuggiasco, compagno di prigionia del dottore: Hugh Armitage, nipote di un nobile impegnato in politica e candidato ad un seggio al Parlamento di Sua Maestà. Il giovane e delicato Armitage ha subìto un grave danno alla vista, a causa dei lunghi mesi trascorsi nell’oscurità della cella, ma non ha perso la passione per la poesia, con cui si diletta e che lo rende improvvisamente attraente agli occhi di Demelza, abituata ai modi spartani, all’irruenza ed ai silenzi ombrosi di Ross. Una ventata di sensibilità è quello che inconsciamente brama la moglie del capitano Poldark e, sotto lo sguardo impotente e geloso di Ross, Demelza si avvicina sempre di più a Hugh. Quest’ultimo la fa sentire al centro dell’attenzione, le dedica versi romantici e, seppure il suo amore nei confronti di Ross resta inattaccabile, la vertigine poetica la porta a vacillare e a provare un forte sentimento per il giovane Armitage. Che però è destinato ad una fine drammatica: colpito da una febbre cerebrale, muore e Demelza al suo capezzale piange amare lacrime davanti ad un sempre più contrariato Poldark. Ross non sa come comportarsi in una circostanza alla quale non è preparato: era lui quello con il cuore infranto per il perduto amore di Elizabeth e adesso la sua unica sicurezza, la sua roccaforte, rappresentata dalla fedeltà assoluta e adorante di Demelza, della quale lui ha un bisogno vitale, è minata alla radice. Prima della morte di Hugh Armitage, Ross aveva trovato in una scatola una poesia o una lettera (Ross non riesce a capire di cosa si tratti in verità) che il giovane aveva scritto a Demelza. Questo episodio induce Ross a fuggire da casa e ad accettare la candidatura al Parlamento (precedentemente da lui rifiutata a più riprese – e prima di lui era stato eletto quindi il candidato di riserva, George Warleggan), solo per allontanarsi dai tormenti che gli causa la nuova situazione del suo matrimonio.
Nel frattempo zia Agatha Poldark ha un unico desiderio: una magnifica festa per il suo centesimo compleanno. Cerca in ogni modo di raggiungere questo obiettivo, che per lei è l’ultimo prima della morte che sente vicina, ma ovviamente George Warleggan manda all’aria i suoi piani. Egli scopre che in realtà la donna ha mentito sulla sua età e che in realtà ha “solo” 98 anni, per cui le impedisce di realizzare la festa che lei sognava. Agatha, in preda all’ira, gli sibila in faccia la faccenda del figlio nato in anticipo e gli insinua il terribile dubbio sulla possibilità che il padre non sia lui, ma… George, cieco di rabbia, comincia a scuoterla per farla parlare e la vecchia donna muore di un colpo. Ma la maledizione della luna nera non finisce qui…
Il reverendo Osborne cerca di fare internare la moglie, per avere via libera con la sua amante, ma i medici lo ostacolano.
Dwight Enys, tornato malconcio dalla prigionia, non riesce a recuperare con la moglie Caroline la felicità di un tempo. I due hanno una figlia, che nasce però minata nel fisico e il dottor Enys se ne incolpa, quasi che la sua salute, indebolita agli stenti patiti in Francia, abbia causato la malformazione congenita del cuore della piccina. Il dottore sprona Ross a restare aggrappato a quello che ha e a non lasciarselo sfuggire per nulla al mondo. Ross decide di tentare di riconquistare Demelza, la quale sa che il marito le ha nascosto di avere incontrato di nuovo, seppure per caso, nel cimitero dove era andato a visitare la tomba della zia Agatha, l’indimenticata ex, Elizabeth. E così continuano le cose non dette e le gelosie silenziose fra i due protagonisti della saga. Alla fine il tanto sospirato invito da parte di Ross di riaccompagnarlo a Londra giunge e Demelza lascia per la prima volta la Cornovaglia per avventurarsi nella metropoli tentacolare (anche alla fine del settecento Londra era piuttosto movimentata…). L’esito non è dei migliori: dopo un inizio spumeggiante ed un rinvigorimento del matrimonio sotto le lenzuola in albergo, arriva a rompere le uova nel paniere un dandy orripilante che, per diporto, cerca di insidiare la virtù di Demelza. Il personaggio in questione si infila nella stanza mentre lei è fuori e quando rientra se lo trova davanti con un mazzo di fiori ed un atteggiamento a dir poco irrispettoso di una donna sposata… Il tipo cerca grane e le trova: Ross gli getta in faccia il guanto e la sfida a duello è cosa fatta. Il dandy muore e Ross rimane ferito ad un braccio. I duelli sono proibiti dalla legge e Warleggan cerca in tutti i modi di incastrare Ross e di farlo arrestare, ma nessuno vuole testimoniare contro un uomo di valore come lui e persino il padre di George sbatte in faccia al figlio un sarcastico paragone fra i due, per dimostrargli il perché della sua ennesima sconfitta. Il giovane Geoffrey Charles Poldark è cresciuto e, incontra lo zio Ross proprio quando è ancora convalescente per la ferita al braccio. A casa lo racconta a George ed Elizabeth, mentre Valentine (il figlio nato sotto la luna nera dopo solo otto mesi) sta giocando sul cavallo a dondolo. Geoffrey Charles, guardando il fratellastro, se ne esce improvvisamente con una domanda ferale: “Valentine assomiglia allo zio Ross! Non trovate anche voi che gli somigli?” Ed ecco che George ripensa alla frase lasciata in sospeso da Agatha prima che lui la scuotesse a morte e questa volta Elizabeth è veramente nei pasticci. La donna è sinceramente affezionata al turpe marito e non vuole più che lui sospetti strane cose sulla paternità di Valentine. Le viene in mente un suggerimento che Ross le aveva dato l’ultima volta che si erano visti, sulla tomba di Agatha, quando lui stesso le aveva chiesto chi fosse il padre di Valentine: le aveva detto che se avesse avuto un altro figlio nato di otto mesi, George si sarebbe convinto che per lei questo fosse un fatto normale.
Tornando al reverendo Osborne, il fato sta per portarselo via definitivamente. Il marito di Rowella, tornando a casa inaspettatamente una sera in cui lei e l’amante stavano intrattenendosi in camera da letto, li vede dalla finestra e capisce l’orrida tresca. Quando il reverendo se ne va a cavallo nella notte, il marito cornuto gli tende un agguato, lo fa disarcionare e fa sì che il quadrupede si spaventi e trascini il corpo del reverendo per chilometri, uccidendolo. Rowella si prende una sonora dose di legnate e la coppia svanisce nel nulla, senza dare altre notizie. La morte di Osborne lascia vedova Morwenna e dà campo libero a Drake, che si stava per sposare con una ragazza del paese. Dopo un po’ di resistenza, dovuta al fatto che Morwenna si sente contaminata dal mostruoso marito ora defunto, la giovane capitola e accetta di sposare Drake, che le promette di non toccarla finché lei non lo vorrà.
Elizabeth, che nel frattempo è di nuovo incinta, questa volta sicuramente di George Warleggan, decide di andare da un medico di Londra a chiedere qualcosa per partorire in anticipo. Ottiene una boccettina che contiene una sostanza che provoca le contrazioni, ma viene avvisata che può essere letale per lei o per il bambino. La scena di Geoffrey Charles che parla della somiglianza fra Valentine e Ross induce Elizabeth ad ingoiare il contenuto della boccetta e subito è colta dalle doglie. Dà alla luce una bimba e la chiama Ursula. George è raggiante, perché ora crede che la moglie sia soggetta a partorire bambini prematuri. Tutto sembra volgere ad un lieto fine, ma la morte incombe. Elizabeth comincia a sentire spasmi alle gambe, trema dal freddo e vede tutto nero. I medici cercano di capire, il dottor Enys le chiede se ha preso qualcosa, ma lei, davanti a George, non può e non vuole parlare. Così il suo destino è segnato. Muore in poche ore, di setticemia provocata dalla sostanza che ha ingerito. Ross accorre appena sa la notizia e sale a vedere per l’ultima volta la sua bella, che però ora giace immobile in un letto, bianca come uno straccio e avvolta in un puzzo insopportabile di cancrena. La morte scuote Ross, che torna a casa da Demelza ed è colto dal panico di perdere improvvisamente la possibilità di stare con lei. Guarda fuori dalla finestra e le dice che sta per essere il 1800 e lui non riesce a pensare che un giorno potrebbero non essere più in grado di vedersi o di parlarsi come stanno facendo in quel momento, perché la morte li separerà per sempre. Ha visto Elizabeth morta: la donna che lui un tempo aveva amato come adesso ama lei. Demelza cerca di rassicurarlo e allora Ross l’abbraccia e la seconda ed ultima serie termina com’era terminata la prima: riconciliazione e bacio fra i due eroi. Durerà?

Di sicuro so che Ross e Demelza avranno un’altra figlia: Isabella Rose, che nascerà nel 1802. Nei libri in mio possesso c’è l’albero genealogico della famiglia Poldark e ci sono anche le discendenze delle altre famiglie descritte nei romanzi. Ho letto anche che la versione televisiva si discosta, per certi aspetti, dal racconto originale. Lo scoprirò leggendo.

 

ArchieGoodwin || 19:02 || domenica, 02 marzo 2008
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POLDARK SCENES: DEMELZA & ROSS

 


 

ArchieGoodwin || 22:19 || domenica, 03 febbraio 2008
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POLDARK: I PROTAGONISTI DELLA PRIMA SERIE

La mitica apertura di ogni puntata:
 
l'impetuoso mare della Cornovaglia...

Ross Poldark torna dalla Guerra d'Indipendenza negli Stati Uniti e si precipita dall'amata Elizabeth, ma lei lo rifiuta, perché, credendolo morto in battaglia, si è fidanzata con il di lui cugino Francis:
   
Ross non la prende benissimo, ma a Nampara ha subito altri problemi da risolvere...
   
Dopo avere ingoiato il rospo di un Francis suo inedito rivale (a sinistra nella foto), deve rimettere in piedi la tenuta e dare una parvenza di sobrietà ai due servitori perdigiorno: Jud e Prudie...

Imbattendosi in Demelza, la vita di Ross cambia e prende una strada imprevedibile:
  
Il matrimonio s'ha da fare, anche perché lei è leggermente incinta...

Conosceremo il bel dottor Dwight Enys, la fiera Caroline Penvenen, l'arrivista, malvagio e senza scrupoli, George Warleggan... Mentre il povero Francis soccomberà e la pallida ed inutile Elizabeth passerà da lui a Warleggan, come dire: da una maledizione all'altra... Del resto, Ross le aveva predetto che si sarebbe pentita della sua folle e pavida scelta...
     
Ride bene chi ride ultimo...

ArchieGoodwin || 21:46 || domenica, 03 febbraio 2008
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POLDARK - First BBC series: 16 episodes - 1975-1976

Scriverò molto su POLDARK. Sto rivedendo la serie televisiva dopo trent'anni dalla sua prima messa in onda e, grazie ai dvd acquistati a Londra tre anni fa, posso assaporare nuovamente questo storico feuiletton, magistralmente realizzato ed interpretato dai formidabili attori del teatro britannico. BBC rules.

Comincio con il mio personale riassunto della prima stagione:

Cornovaglia, 1783: il capitano
Ross Poldark (Robin Ellis) torna dalla Guerra d’Indipendenza negli Stati Uniti e trova la sua tenuta di Nampara in rovina. Il padre è morto, sommerso dai debiti e dall’alcol. A nulla sono serviti i prestiti dello zio Charles e la famiglia, del resto, aveva creduto che Ross fosse morto in combattimento. L’unica persona felice di rivederlo sano e salvo è la cugina Verity (Norma Streader), dolce e sensibile, mentre lo smidollato cugino Francis (Clive Francis), che per la disperazione causatagli dalla mancanza di considerazione paterna passa la vita bevendo, si è fidanzato con Elizabeth Chynoweth (Jill Townsend), l’amore di Ross.
L’incontro fra Ross ed Elizabeth rinfocola vecchi sentimenti mai sopiti, ma la giovane donna non torna sulla propria decisione: teme la vita rischiosa e il temperamento audace ed irruente di Ross e così sceglie la morte civile e si sposa con il debole ed incapace Francis. Nel frattempo, Ross ripulisce le rovine di Nampara, dove i due servitori
Jud (Paul Curran ) e Prudie (Mary Wimbush) si erano abbandonati alla sporcizia e alle libagioni e cerca una via d’uscita ai guai economici, grazie all’aiuto di una banca.
Ma la miniera di rame di famiglia non produce più nulla e sui destini di Ross incombe la lunga e malevola mano di Nicholas Warleggan, un potente e ricco uomo d’affari senza scrupoli, che sta comprando tutto e tutti e vuole anche i possedimenti dei Poldark, con o senza il loro consenso.
Ross Poldark è un tipico eroe guerriero, che lotta contro le avversità e riesce quasi sempre a beffarsi degli avversari, grazie al coraggio e ad una buona dose di fortuna che arriva all’ultimo minuto, ma arriva. Ross detesta l’arroganza di Warleggan e protegge la gente del popolo anche quando si tratta di contrastare la legge. Un giorno, mentre è in mezzo alla folla di un mercato, vede un monello arruffato e sporco che è stato sorpreso a rubare un pezzo di pane e lo salva dalle ire del derubato. Così Ross Poldark incontra
Demelza Carne (Angharad Rees), perché in realtà il ragazzino vestito di stracci è una fanciulla di quattordici anni, mandata a rubare dal padre. Demelza è selvatica e senza speranza, così si attacca a Ross come un cagnolino all’uomo che l’ha salvato dalle bastonate. Ross non può fare altro che portarla con sé a Nampara e Demelza si trasforma a poco, a poco. Fa grandi sforzi per imparare a parlare correttamente, cerca di comportarsi da donna e serve il suo padrone con mille attenzioni. Questo migliora notevolmente la vita domestica.
Il legame fra Ross e la gente che lavora per lui è di stima e rispetto reciproco. Ross in molte circostanze rischia la propria vita per aiutare chi ha bisogno: quando un suo minatore, Mark Daniel, uccide la moglie in un impeto di follia, perché scopre che lei lo ha tradito don il dottor Enys, Ross favorisce la sua fuga al di là della Manica e si trova le guardie scozzesi alle calcagna; quando il giovane Jim Carter finisce in una lurida prigione per avere cacciato di frodo ed è in fin di vita per un'infezione, Ross lo va a liberare e lo riporta a casa dalla moglie Jinny, anche se ormai è tardi per salvarlo dalla morte.
Questo nobile difensore degli umili e dei diseredati ha anche contrastanti sentimenti repressi, o forse soltanto un orgoglio maschile esagerato, che non gli consentono di darsi pace per avere perso l’amata Elizabeth. Così, quando una sera Demelza, che è sempre più invaghita del suo salvatore, gli si offre candidamente davanti al camino crepitante, lui cede all’istinto e succede il fattaccio. L’indomani la ragazza vorrebbe che tutto tornasse come prima, ma Ross sente di avere approfittato di lei e le dice che è necessario per il suo bene che lei lasci Nampara. Demelza lo supplica, ma poi orgogliosamente se ne va e torna dal padre, che nel frattempo ha sposato una vedova benestante e timorata di Dio e fa il predicatore. Ma il fattaccio di quella notte ha dato i suoi frutti: Demelza è incinta. Ross è ignaro, a tal punto che, quando Elizabeth, esasperata dall’infelice matrimonio con il mai sobrio Francis decide di lasciarlo, si fa avanti e la convince a riprendere il filo interrotto prima della guerra. Lei accetta, ma, mentre Ross ed Elizabeth si baciano felici e speranzosi per il loro ritrovato futuro, Demelza decide di andare a piedi a Truro ad abortire. Jinny, preoccupata per lei, lo confessa a Ross, che si era bevuto (si era voluto bere…) le bugie di Demelza quando lei gli aveva raccontato di avere un promesso sposo vattelapesca a Truro. Ma ora, davanti agli occhi inequivocabili di Jinny, Ross capisce che il figlio della colpa è in realtà il suo e parte al galoppo per impedire l’insano gesto di Demelza. Lei cerca di sfuggirgli, si ribella, scalcia, ma alla fine si arrende e Ross la riporta a casa e la sposa. Elizabeth, con un palmo di naso, cerca di dissuaderlo, dicendogli che ci sono altri modi per riparare a certe cose, ma Ross è un duro e va fino in fondo.
Così Demelza Poldark si fa faticosamente strada nella vita dell’indomito capitano e nell’angusta società di campagna della Cornovaglia di fine settecento. Nasce la piccola Julia Poldark, ma la generosità di Demelza, andata ad aiutare Elizabeth quando una notte il marito Francis sta malissimo per una pericolosa ed infettiva infiammazione alla gola, sarà fatale proprio a Julia, che come la mamma resterà contagiata. La bambina muore e Ross, in preda al dolore, esce sulla scogliera e medita un tuffo risolutore di tutti i suoi problemi. Ma, mentre sta guardando giù, dal buio dei flutti in tempesta si accorge che c’è un mercantile che sta facendo naufragio. Allora si ridesta dalla propria disperazione e va a svegliare Jud, affinché chiami a raccolta il villaggio per soccorrere i naufraghi. Naturalmente l’aiuto da parte di gente disperata e affamata dalla carestia si trasforma in una corsa al saccheggio e Ross finisce sotto processo, imputato di avere incitato la folla a delinquere. Rischia l’impiccagione, ma anche questa volta si salva. Demelza dà prova di tutta la sua dedizione e i
Warleggan, padre e figlio George (Ralph Bates), pagano inutilmente falsi testimoni, senza avere la soddisfazione di vedere l’arcinemico finire sulla forca.
Ross dice a Demelza di avere dimenticato Elizabeth e che i due anni di matrimonio hanno fortificato un sentimento che dev’essere per forza amore, le confessa che senza di lei non potrebbe andare avanti, perché sarebbe perso…
Spunta sulla scena una giovanissima e ricca ereditiera,
Caroline Penvenen (Judy Gleason). La ragazza è stata promessa dallo zio ad un maturo e ricco personaggio del luogo, ma in lei non notiamo la docilità femminea delle aristocratiche fanciulle da marito della sua epoca. Del resto, anche la cugina di Ross, Verity Poldark ha dimostrato la stessa caparbietà quando ha lottato contro la famiglia per sposare il suo capitano Blamey, un uomo dal passato burrascoso, che ha però pagato il suo debito con il mondo e ora merita una seconda chance. Verity, dopo molte peripezie, riesce a convolare con lui e, ovviamente, Demelza e Ross li aiutano ad incontrarsi segretamente.
Caroline incontra il dottor
Dwight Enys (Richard Morant) quando, ad una festa, lo convince a curare il suo adorato cagnolino Horace. Il dottore è un’altra figura tormentata, ma fondamentalmente positiva e coraggiosa e la sua missione lo porta sempre in mezzo ai poveri più sofferenti. Caroline, dal suo canto, non è certo una marmocchia stupida e viziata: il suo cuore e la sua intelligenza si ribellano alla vacuità dell’ambiente in cui è cresciuta e lei fa di tutto per usare la propria fortuna in favore di chi non ha niente. Nasce, ovviamente, l’amore fra lei e il bel dottore. Anche qui ci saranno gli intoppi della sorte, ma il romanzo deve procedere così.
Ross, fra alti e bassi, vive sempre sul filo del rasoio, perché la miniera non produce, i debiti sono incalzanti e i Warleggan gli fanno terra bruciata intorno, così finisce per cedere alla tentazione di lasciare che i contrabbandieri usino la spiaggia riparata di Nampara per fare approdare i loro carichi clandestini. Lui deve solo tirare le tende e fingere di non accorgersi di nulla e sarà pagato per questo. Le guardie scozzesi del capitano McNeal gli sono sempre alle costole, ma Ross se la cava come le altre volte. Nel frattempo, si riavvicina al cugino Francis e i due tentano di rimettere in piedi le sorti della miniera di Wheal Grace.
Demelza dà alla luce Jeremy. Ross ha ancora dei sussulti per Elizabeth, il fiore che non poté cogliere.
Francis, mentre Ross è a Truro, pensa di avere trovato finalmente il nuovo filone di rame che stavano cercando da tempo e, nell’eccitazione, si avventura da solo nella miniera, cade nell’acqua e, non sapendo nuotare, annega.
Elizabeth è vedova e George Warleggan le chiede di sposarlo. Lei accetta. Ross ha un rigurgito di gelosia e decide di impedirlo, incurante della minaccia di abbandono di Demelza. Entra nottetempo in camera di Elizabeth e consuma con lei, dopo anni di repressione, ma senza sentirsene soddisfatto. Demelza lo è ancora meno: prima pensa di rendergli la pariglia e quasi lo fa, ad una festa, ma si ferma in tempo, perché pensa che se Ross ha sbagliato, lei non vuole essere alla sua stregua. Divertente e tenera come sempre, Demelza è un personaggio adorabile e delizioso, che esce a testa alta anche da questa situazione. Ross è preso in contropiede, si ingelosisce e non riesce a reagire in modo sensato all’inaspettata (per lui) presa di posizione della moglie. Per la prima volta il capitano è in difficoltà. Demelza decide di lasciarlo, lui la prega di non farlo e continua a ripeterle che l’ama. Mentre Ross è in città per i suoi affari (perché nel frattempo da Wheal Grace è emerso un filone di stagno che finalmente sta fruttando a Ross il denaro necessario per risanare le sue finanze ed evitare la vendita di Nampara), Demelza parte, di nuovo a piedi, ma il fedele cane Garrick, che le corre dietro, sconfina nelle terre dei Warleggan e viene abbattuto. Demelza, in lacrime, torna indietro, così Ross la trova rincasando e decide di andare a saldare il conto con Warleggan. George si beffa di lui e apostrofa Demelza come una poco di buono. Ross non ci vede più e gli si scaglia contro, colpendolo, ma, nel frattempo, la gente del villaggio, sfrattata dall’avido George Warleggan, ha imbracciato forconi e torce e sta arrivando alla villa per incendiarla. Demelza sa che Ross è là e corre ad avvisarlo, ma è tardi e i contadini hanno sfondato le finestre e stanno dando fuoco alla casa che era stata di Francis Poldark e della sua famiglia. Ross vuole che Warleggan resti vivo, per ricordare e soffrire, così dà i suoi cavalli a lui e ad Elizabeth e li manda via. Sembra la fuga dalle rovine di Versailles: Elizabeth è anche un po’ acconciata come Maria Antonietta e l’epoca è la medesima…
Giustappunto l’Inghilterra sta entrando in guerra con la Francia e Ross è stato richiamato dal suo reggimento, che deve raggiungere di lì a dieci giorni. Ma, nel frattempo, si gode la ritrovata pace con la sua Demelza. La scena finale della prima stagione di questo mitico sceneggiato BBC si svolge sulla spiaggia ventosa di un suggestivo scorcio di Cornovaglia. I due scendono rincorrendosi dagli scogli, lei lo chiama: “Ross.” Lui le sorride: “Gipsy.” Lei gli sfugge, lui la raggiunge e le dice che non importa se fra dieci giorni deve partire per la guerra, perché la felicità è adesso e devono cogliere l’attimo. Si baciano, come Juan del Diablo e Monica nell’ultima sequenza di “Cuore selvaggio”…
Cosa succederà dopo?



Nota della redattrice: Ross è un gran porcone e Demelza è un mito.
A parte gli scherzi, gli attori di questa serie tv sono straordinari e si possono apprezzare pienamente proprio nella versione originale non doppiata in italiano. Robin Ellis, ovvero Ross Poldark, ha una grande presenza scenica e una voce tuonante che enfatizza il carattere tostissimo del suo personaggio. Angharad Rees, Demelza, tipica peperina dai capelli rossi e dagli occhi limpidi come l’acqua, è affascinante per la sua vivacità, mescolata alla dolcezza e alla determinazione che la rendono indimenticabile. Ma perfetti sono anche Jill Townsend nel ruolo della bionda ed insicura Elizabeth e Clive Francis nei panni dello sfortunato e perdente Francis. E poi i vari caratteristi, tra cui spiccano gli interpreti di Jud e Prudie, con la loro incomprensibile parlata “Cornish”. George Warleggan è odioso come dev’essere, Caroline Penvenen è pungente e appassionata, il dottor Enys è bello e nobile d’animo. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una succosa saga d’epoca, fatta di avventura, di amori, di sventure e di sani e non rari momenti di comicità ed ironia.
W Poldark!

ArchieGoodwin || 01:28 || martedì, 29 gennaio 2008
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POLDARK - dai romanzi di Winston Graham

Winston Graham ha scritto dodici romanzi con protagonista POLDARK, il primo nel 1945 e l'ultimo nel 2002. Ecco i titoli:

Ross Poldark - (1783-1787) 1945
Demelza - (1788-1790) 1946
Jeremy Poldark - (1790-1791) 1950
Warleggan - (1792-1793) 1953
The Black Moon - (1794-1795) 1973
The Four Swans - (1795-1797) 1976
The Angry Tide - (1789-1799) 1977
Stranger From The Sea - (1810-1811) 1981
The Miller's Dance - (1812-1813) 1982
The Loving Cup - (1813-1815) 1984
The Twisted Sword - (1815) 1991
Bella - (1818-1820) 2002

Ambientata in Cornovaglia nel 1783, tratta dai romanzi di Winston Graham, la serie si apre con il ritorno in paese di Ross Poldark (Robin Ellis), reduce dalla Guerra d’Indipendenza. Una volta creduto morto, il suo patrimonio è stato dilapidato, mentre la sua amica del cuore si è fidanzata con suo cugino: non resta che cominciare tutto da capo in una cittadina divisa tra le miniere di rame e la carestia. Tra gli altri protagonisti, il clan dei Poldark: Francis (Clive Francis), Elisabeth (Jill Townsend) e Verity (Norma Streader). Richard Morant interpreta il dottor Enys; Paul Curran è Jud; Donald Douglas veste i panni del capitano Malcom McNeil, Jonathan Newth quelli del capitano Blamey; Mary Wimbush è Prudie; Judy Geeson e Ralph Bates sono rispettivamente Caroline Penvenen e George Warleggan. Angharad Rees interpreta Demelza, la donna di umili origini che Poldark sposa dopo averla messa incinta. Morris Barry, Anthony Coburn, Richard Beynon e Colin Tucker firmano da produttori; Kenyon EmrysRoberts compone la colonna sonora. I costumi dell’epoca sono di John Bloomfield. Nel 1996 è stato girato un sequel ambientato dieci anni dopo rispetto all’epoca in cui si chiudeva la serie originaria. (dal "Dizionario dei telefilm" - Garzanti)

I romanzi non sono reperibili in italiano, purtroppo. Ma, in ricordo dei vecchi tempi, in cui questa mitica serie della BBC andava in onda sui nostri schermi televisivi, inserisco questo video da YouTube, che spero LadyJack riesca a guardare...



Consultare il sito, che è molto ben fatto: http://www.poldark.org.uk/index.html

ArchieGoodwin || 22:52 || domenica, 06 gennaio 2008
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